domenica 28 agosto 2011

Si può raccontare la guerra? Radio 24 e RSI


Il 15 agosto, sì proprio il giorno di ferragosto, è andata in onda su Radio 24 una puntata di  Nessun luogo è lontano, la trasmissione radiofonica ideata e condotta da Giampaolo Musumeci che mi ha voluto ospite in studio, come preannunciato su queste stesse pagine un paio di settimane fa. Per chi fosse interessato ora è possibile ascoltare la trasmissione anche dal blogStavolta il titolo della puntata era La guerra dei fatti e Giampaolo Musumeci ha invitato Lorenzo Trombetta, giornalista di Limes,Franco Pagetti. L'argomento principale della puntata verteva sulla veridicità dei racconti giornalistici e sull'enorme problematica della verifica delle fonti che dovrebbe essere alla base di qualsiasi lavoro in odor di giornalismo per poi spostarsi sulle specificità della fotografia. Consiglio l'ascolto della puntata (e delle altre presenti sul podcast di Radio 24) a tutti quelli che nutrono un minimo di interesse per l'argomento e in particolare a quei miei studenti che dovessero trovarsi a errare per questo blog. Il mio intervento inizia intorno a 28,32 minuti dall'inizio della trasmissione.

Approfitto per segnalare un secondo link radiofonico relativo a un'altra trasmissione che mi ha visto coinvolto. Mi riferisco a Moby Dick, programma culturale della Rete Due della Radio Svizzera Italiana, cui ho partecipatoai primi di giugno sempre per volontà di Giampaolo Musumeci che cura la rubrica Cose dell'altro mondo. La trasmissione prendeva spunto dalla morte di Tim Hetherington e Chris Hondroscui avevo accennato all'epoca dei tristissimi fatti in questo post. Ospite con me ancora una volta Franco Pagetti che a questo punto mi propongo di incontrare al più presto di persona visto che già per tre volte ci siamo ritrovati ad essere ospiti della stessa trasmissione radiofonica.
I due interventi possono essere ascoltati cliccando qui.

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lunedì 15 agosto 2011

Metti a fuoco con la mano artificiale e qualcuno ci guadagna

Matthew James e la sua mano artificiale.



Matthew, il ragazzo nella foto a sinistra, ha quattordici anni. Ce lo dice il testo che accompagna una delle tante famigerate (passatemi l'aggettivo ferragostano) gallerie di Repubblica.it. È nato senza la mano sinistra. Una storia lacrimevole direte voi. Indubbiamente e anche una splendida occasione per fare un po' di marketing da parte di un noto marchio tedesco impegnato nel settore automobilistico e dei trasporti, nonché in quello dell'agonismo motoristico, solo per citare le cose note a tutti. La storia brevemente riassunta è questa. Il ragazzo, appassionato di Formula 1, avrebbe chiesto ai responsabili del noto marchio una considerevole somma per la realizzazione di un arto artificiale in cambio di una presenza pubblicitaria sullo stesso arto. Cosa che sarebbe stata approvata dal boss dei boss del  marchio in questione e ovviamente trasformata in un'operazione di promozione indiretta giocata sugli aspetti umanitari e tecnologici. E allora ecco le tre foto del ragazzo che... indossa l'arto con cui stringe una mela, fa più o meno lo stesso gesto ma con le dita che non trattengono un bel niente e, dulcis in fundo, impugna una reflex facendo un gesto che ricorda quello della messa a fuoco manuale. 
Si direbbe dunque che utilizzare una macchina fotografica costituisca un banco di prova importante, quanto meno per un arto artificiale, anche se, per come sono concepiti gli attuali apparecchi, la sola mano destra ne permette tranquillamente l'impiego in situazioni generiche senza rinunce. A parte ogni considerazione sulla perplessità che destano le immagini che potrebbero anche far ipotizzare interventi di computer grafica per così dire di supporto, io continuo rimanere perplesso a livello etico. Certo la notizia è di estremo interesse sia dal punto di visto tecnologico, sia da quello umano per le prospettive che potrebbe offrire a chi, a causa di una malformazione o di un incidente, potrebbe avere necessità di ricorrere a una protesi del genere. Ma siamo certi che il parlarne in questo modo e utilizzando un'iconografia algida come questa faccia bene a qualcuno oltre che al deliberatamente non citato marchio tedesco? E ovviamente escludo il buon Matthew, per il quale naturalmente non si può che gioire per la parziale compensazione offerta dalla tecnologia agli errori della natura. 


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domenica 14 agosto 2011

Creatività a Roma e guerra a Radio 24


Fa caldo e siamo praticamente a Ferragosto. Ma se ci si prende la briga di tenere in vita un blog in qualche modo bisogna pur alimentarlo. In realtà per questo mese di agosto confido soprattutto nella seconda metà del mese. E ancor più negli incontri che spero di poter fare in Francia, primo tra tutti quello di martedì prossimo a Marsiglia programmato con Franco Zecchin, di cui vi darò conto quanto prima, spostamenti, stanchezza da viaggio e reti permettendo. 
Per il momento approfitto per augurare a tutti quelli che avranno la ventura di incappare in queste pagine nel bel mezzo della calura estiva (peraltro moderata almeno qui a Milano), un buon ferragosto e segnalare un paio di cose che mi hanno visto e mi vedranno immeritevole protagonista nel ruolo di intervistato.
La prima è un'intervista incentrata sul tema della creatività fattami dai responsabili del sito RomaProvincia Creativa, progetto per il quale ho curato la sezione relativa alla fotografia come forse qualcuno ha già letto in queste pagine nei mesi scorsi. Non nascondo di essere stato un po' sorpreso dalle domande ricevute, non tanto per le sfumature implicitamente politiche che mi han costretto a rispolverare gli studi universitari per rispondere su lunghezze d'onda compatibili, quanto piuttosto perché sono stato costretto a soffermarmi per riordinare un po' le idee sul concetto stesso di creatività
Comunque per chi fosse interessato può trovare l'intervista qui. Armatevi però di un po' di pazienza perché il server spesso e volentieri non si comporta al meglio e a volte il browser sostiene con vigori la tesi dell'impossibilità trovare il sito. Nel caso abbiate fede e insistete a intervalli regolari... Graditi i commenti sul sito di RomaProvincia Creativa, anche se per poterli fare occorre passare sotto le... forche caudine della registrazione al sito... cosa che renderà il mio apprezzamento eterno nei confronti di chi vorrà sottoporsi alla procedura per esprimere il suo pensiero. 
La seconda segnalazione riguarda invece Nessun luogo è lontano, una trasmissione radiofonica ideata e condotta da Giampaolo Musumeci su Radio 24. Si tratta di un ottimo programma quotidiano in onda dal lunedì al venerdì alle 13,15 dedicato a quegli accadimenti esteri tanto abilmente trascurati dal giornalismo italiano. Salvo rare e lodevoli eccezioni come quella costituita appunta da Giampaolo Musumeci, giornalista impegnato del resto in prima persona nel racconto di quanto accade nel mondo, oltre che come free-lance anche come membro del collettivo Shabel Reporter Associati con Ugo Borga e Matteo Fagotto
Bene, introdotta la trasmissione veniamo alla puntata di domani, Ferragosto, di Nessun luogo è lontano che sarà dedicata al racconto della guerra e vedrà un'ampia parte dedicata proprio alla fotografia. Ospiti di Giampaolo Musumeci saranno Lorenzo Trombetta corrispondente ANSA e giornalista di Limes, il fotogiornalista Franco Pagetti dell'Agenzia VII Photo e il sottoscritto che sarà in studio giusto prima di salire in macchina alla volta di Marsiglia. 
La trasmissione andrà in onda (salvo avvenimenti di rilievo internazionale straordinari che portino a cambio di programmazione) alle 13,15 e in replica alle 21,00.
A risentirci (e stavolta non in senso figurato) domani quindi: all'ora di pranzo o magari la sera quando sarete in macchina sulla via del ritorno a casa.
Ma nel frattempo di nuovo buon Ferragosto a tutti!

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martedì 2 agosto 2011

Scusate: una piccola storia personale




Come tutti, o quasi, quelli che si prendono la briga di tenere un blog o gestire un sito personale o professionale che sia, anche io sono addicted: confesso di avere una dipendenza dalle statistiche sugli accessi. Il che significa che con una certa regolarità faccio un monitoraggio delle chiavi di ricerca e dei siti che portano alle mie pagine. Nei giorni scorsi mi ha colpito la ricorrenza di un indirizzo (www.fotoarts.org/FA_forumpost.phpche rimandava a un post su a un forum. Me la sono presa con calma, giusto un'occhiata per appurare l'origine del sito. Questo tipo di indirizzi infatti non porta da nessuna parte (almeno per quanto posso affermare con le mie scarne conoscenze della rete), permette al massimo di identificare il sito di provenienza e per saperne di più è necessario registrarsi nel forum e poi andare a sfogliare pagina per pagina, post per post, fino a trovare quello che interessa... Una discreta seccatura, per cui desistito prima ancora di iniziare. 
Solo stamattina, all'ennesima ricorrenza, la noiosa trafila mi è apparsa una piacevole alternativa alla correzione dei testi scritti nei giorni scorsi. E quindi via con la registrazione la caccia al post che si trova all'indirizzo http://www.fotoarts.org/FA_forumpost.php?thread=3832. Si tratta di una segnalazione dell'amico virtuale Salvatore Di Cara realtiva a  uno dei post arlesiani. Una rapida occhiata ed ecco apparire le solite battutine più o meno garbate sull'attitudine del sottoscritto al massacro verbale dei malcapitati che mi sottopongono le loro fotografie. Devo dire che rispetto al solito ne sono uscito anche abbastanza bene. Ho perfino trovato controtestimonianza a mio favore di un incontro professionale. Certo si potrebbe facilmente ironizzare sulla sua attendibilità, dal momento che si riferisce a un incontro nella redazione di Fotografare, testata per la quale per altro non ho mai lavorato. Ma ovviamente non sto a sottilizzare: per una volta che qualcuno non mi insulta, mi prendo il buono che c'è, Fotografare o non Fotografare
Ho continuato a leggere, finché, sorpresa davvero inaspettata, non mi sono imbattuto nel commento di tal brunop_1263roma che oltre devolvere a mio favore parole di sostegno, dichiara pubblicamente di essere stato mio compagno di classe nei ruggenti anni del liceo. Colpito dall'atto di inusitata incoscienza autolesionista implicita in una dichiarazione del genere mi sono quasi commosso... tanto che ho deciso di infierire sul reo confesso affinché si assuma le responsabilità dei suoi gesti e paghi al mondo il giusto fio per le sue malefatte. In altre parole sto per rendere pubblico un episodio privato di tanti anni fa... 
Un giorno, penso durante gli squallidi anni Ottanta, brunop_1263roma e il sottoscritto stavamo condividendo uno di quei cristianissimi atti di contrizione che gli abitanti della Capitale compiono quotidianamente usufruendo del servizio di trasporto pubblico (tradotto per i non romani avevamo preso l'autobus) Eravamo tra la Stazione Tiburtina e piazza Bologna se ben ricordo e si parlava, anzi brunop_1263roma mi spiegava come si poteva entrare a far parte dell'Ordine dei Giornalisti prendendo il tesserino di pubblicista. Tra le altre cose ricordò che mi disse che se fosse stato al mio posto, le conoscenze sulla fotografia che riteneva avessi, avrebbe sicuramente cercato di lavorare in una rivista di settore... aggiungendo che non capiva perché non lo avessi ancora fatto.
Convinto com'ero di non saperne abbastanza per seguire l'implicito consiglio, lasciai cadere il discorso, ma il tarlo mi rimase dentro, tra l'incoraggiamento e l'invito a seguire una strada del genere. Non foss'altro perché l'idea mi solleticava e non poco: passare dall'altra parte, essere letto da chi come me aspettava con ansia l'uscita in edicola della rivista...  Un sogno che reputavo decisamente irrealizzabile e al di sopra delle mie capacità. 
Qualche anno più tardi Giulio Forti fece pubblicare un annuncio su Reflex in cui si cercava un redattore... mandai il mio curriculum (che confesso essermi fatto a aiutare (argh!) a compilare: nemmeno il mio curriculum ero in grado di scrivere da solo!!! Bah...). Magno cum gaudio del sottoscritto, il mio fu scelto tra quelli pervenuti in redazione... anche se confesso di non aver mai capito fino in fondo cosa avesse guidato la decisione di Giulio Forti, anche se sospetto c'entrasse qualcosa un diploma in lingua e cultura giapponese conseguito con il massimo dei voti (altro mistero glorioso della mia carriera scolastica insieme alla maturità e una paio di altre vicende). Sta di fatto che da allora sono passato dall'altra parte...
Ma perché raccontare questa storiella personale di cui cui il mondo poteva tranquillamente fare a meno? Semplicemente per offrire un altro bersaglio (il citato brunop_1263roma) a quanti, ritenendo di essere stati lesi dalle mie valutazioni nel corso degli anni, sono alla ricerca di un modo per farmela pagare. Bene, o nutrita folla di miei accaniti aspiranti carnefici, sappiate che potete prendervela anche con brunop_1263roma (a pagamento posso fornire i dati per rintracciarlo...), sul cui capo pesano gravissime responsabilità circa le mie scelte professionali.
Al di là delle battute, questa buffa (almeno nelle intenzioni, ma tanto come al solito ci sarà chi mi prenderà sul serio) digressione assolutamente personale nasce dallo stupore rinnovato per gli incroci di vite che la rete permette, favorendo il riaffiorare di ricordi sepolti negli archivi della memoria da oltre una ventina di anni.
Ma soprattutto, anche se non importerà a nessuno, era un modo un po'... ellittico, lo riconosco, per dire: Grazie Bruno! Quasi sicuramente nemmeno te ne ricorderai, ma le tue parole di quel giorno in qualche modo mi hanno cambiato la vita.


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