venerdì 11 aprile 2008

Aiko e la foto del nonno

Aiko, la figlia del principe ereditario Naruhito nel suo primo giorno di scuola. Possiamo vederla in una galleria che Repubblica.it dedica alla notizia. Le immagini, che, dal nomefile, presumo essere dell’agenzia Reuters sono ovviamente ingessate come si conviene ad una situazione ufficiale riguardante il trono imperiale del Sol Levante. Interessante comunque il tentativo di offrire un’immagine più vicina alla quotidianità dei sudditi pur mantenendo un certo aristocratico distacco. Sono lontani, anche iconograficamente, i tempi in cui si affermava la natura divina dell’Imperatore, ultimo discendente della dea Amaterasu, una convinzione abbattuta nel gennaio del 1946 dalle dichiarazioni dell’imperatore Showa, più noto come Hirohito, che completavano lo shok culturale di un paese che subiva la prima invasione di un esercito straniero della sua storia. Per associazione di idee mi viene in mente un’immagine di John Florea che potrebbe essere per certi versi assunta a manifesto dell’origine della perdita di valori tradizionali espressa poi dalla letteratura ningen shikkaku (人間失格, umanità perduta, dal titolo omonimo di una serie di novelle pubblicate nel 1948, poco prima del suicidio, da Osamu Dazai), nome assunto da un genere narrativo che descrive il senso di completo sbandamento avvertito da una generazione che aveva visto cancellare brutalmente i principi su cui aveva fondato la propria esistenza. In questa fotografia, la cui costruzione è politicamente terrificante per il potenziale impatto sulla popolazione giapponese, si vede l’attuale imperatore, allora il principe, Akihito, centoventicinquesimo imperatore del Giappone, sui banchi di scuola. Oltre al presentare il figlio del sovrano assoluto come un ragazzo qualunque sui banchi di scuola (non bisogna dimenticare che fino a una decina di anni prima per aver semplicemente posto la questione che la teoria della diretta discendenza divina della famiglia imperiale potesse essere interpretata in modo non letterale, un professore di Diritto Costituzionale finì sotto processo per lesa maestà), lo vede sottoposto a un'insegnate che lo sovrasta e come se non bastasse è anche di razza bianca e cosa forse ancor peggiore perfino di sesso femminile. In pratica la summa di tutte le inimmaginabili umiliazioni cui sottoporre il divino figlio dell’Imperatore. Una fotografia apparentemente di innocente documentazione, ma che in realtà affermava in modo inequivocabile la supremazia occidentale sul Giappone, andando a minare nel profondo le convinzioni sulla base delle quali era stato possibile trascinare il paese verso la tragedia culminata con il doppio bombardamento atomico.




Dall'alto:
La principessa Aiko con il padre principe Naruhito e la madre Masako posano in occasione della cerimonia ufficiale per primo giorno di scuola. L'immagine è tratta dalla galleria che Repubblica.it dedica all'argomento. © Reuters.

Un'altra fotografia ufficiale che Repubblica.it dedica al primo giorno di scuola della principessa Aiko. La rappresentazione della famiglia imperiale sembra voler suggerire una maggiore vicinanza con la quotidianità della popolazione giaponese. © Reuters.

La maestra americana Elizabeth Vinning osserva il compito del Principe ereditario Akihito. © John Florea, 1946.





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6 commenti:

Anonimo ha detto...

Per poter commentare con serenità le foto della Famiglia Imperiale bisognerebbe aver seguito, anche solo sulla cronaca, quanto è successo nel recente passato. Masako,giovane donna in carriera, va sposa al Principe Naruhito e da questo matrimonio dovrebbe nascere l'Erede al trono dell'Impero del Sol Levante. Il condizionale è d'obbligo, poichè le vicende non vanno proprio nel verso sperato. Dopo molte delusioni nasce Aiko, bella bimba, ma femmina e l'Erede maschio non arriva. Masako è depressa e preferisce allontanarsi per lungo tempo e per meglio curarsi e guarire, dall'ambiente oppressivo della Reggia Imperiale. Ora la bella sorpresa, Aiko si prepara al suo primo giorno di scuola: sorriso tenero,aperto e smagliante ...per la stampa. La Mamma le tiene delicatamente la mano, i due Sposi si parlano sorridendo, ma sul viso di Masako si leggono i segni di tutte le sofferenze passate. Quando non si sente più inquadrata, la piccola esprime sul visetto serio e compunto la leggera ansia che tutti i bambini hanno, al primo giorno di scuola. La cronaca dice che la legge per la successione al Trono sarà cambiata e probabilmente Aiko potrà essere Imperatrice, in futuro. Ora è solo una bimbetta e fa tanta tenerezza!
Buon anno scolastico,piccola Aiko!
gabri

SpEer ha detto...

Sì, ma che c'entra? Se non te ne sei accorta non è il sito di Novella 3000

Paolo ha detto...

Il Giappone che grande paese....
Apparte questo mio pensiero, trovo che le foto qui presenti denotano una grande caraterialità da parte del popolo Giapponese, un popolo cosi orgoglioso sottomesso a l'uomo bianco. Attenzione queste mie affermazioni non anno alcun risvolto razzista, quello che voglio dire è che dovremmo imparare qualcosa dai Giapponesi..... Soprattutto il senso di civiltà ed educazione per le propie cose e il propio paese.

oneshotaday ha detto...

... ma a nessuno saltano all'occhio la differenza di potenza comunicativa (sconfortante) tra la foto di Florea e quello che ci viene propinato oggi, tutti i santi(?) giorni?
assuefatti... poveri noi... occhi chiusi, ottusi.

SpEer ha detto...

Deo gratias!!!
oneshotaday grazie di esistere, ma che tristezza!

Anonimo ha detto...

Sono stata molto indecisa se chiarire o no, lo faccio ora così chiudiamo il discorso, almeno per quanto mi riguarda. Ho visto la foto di Florea, un pugno nello stomaco per me, perciò ho volutamente portato l'attenzione sul primo giorno di scuola di Aiko.
Perchè pugno nello stomaco?
Ho passato 57 anni della mia vita in un'aula scolastica con la "filiera" alunna - studentessa - insegnante e per la precisione maestra. Ne sono uscita con la morte nel cuore, perciò ne pago le conseguenze e perciò faccio full immersion nella fotografia, annessi e connessi. Dicono che chiodo schiaccia chiodo..
Torniamo a Florea. Pensi che non sappia capire la situazione? Magari non so usare con disinvoltura il vostro linguaggio che non è il mio, cercherò di spiegare semplicemente ciò che vedo.
La potenza vincitrice, rappresentata dalla maestra,in piedi, eretta, benevola e non ostile,di nerovestita, colore del lutto,allora, si finge interessata al libro o quaderno del bambino, il figlio del vinto. E' un bambino (!) forse non completamente consapevole della situazione sembra chinare il capo a sinistra per favorire l'osservazione della maestra. Tutti gli altri alunni, immobili alzano neppure lo sguardo..stranamente, ma forse è stato chiesto loro di rimanere fermi per la fotografia. La maestra non è sola, ci sono altre persone che l'accompagnano, sono in posa, ben composte nel vano della finestra, sullo sfondo. Ma vedo anche il punctum barthesiano, il particolare che non dovrebbe esserci,ma c'è e nell'immobile silenzio generale parla. Dietro la spalla della maestra, il mezzo viso di un giapponese esprime con lo sguardo l'odio e il disprezzo per ciò che accade. Punge.E' molto chiaramente una foto curata nei minimi particolari..sarà mandata in patria a perpetuo ricordo?
Ho parlato prima della potenza anche evocativa che mi riguarda personalmente, ma come in un velocissimo slideshow vedo passare sulla fotografia l'aereo tozzo, grigio, l'Enola Gay, nome della madre del pilota. Ha una sola bomba a bordo e un solo ordine: sganciarla al centro dell'obiettivo, Hiroshima, più di centomila abitanti. Gli altri aerei dello stormo sono lontani, lo aspettano al ritorno. Il pilota non sa cosa trasporta ma obbedisce . Si allontana e si volta a controllare: obiettivo raggiunto, missione compiuta. Non avrà un solo rimorso, ha obbedito agli ordini. Tre-quattro giorni dopo sarà la volta di Nagasaki.
Alleggerisco il mio ricordo: non l'ho letto su Novella 3000.
gabri