mercoledì 9 gennaio 2008

Carta di credito con foto d'autore

Chissà se più di trent’anni fa Elliott Erwitt, passeggiando per Central Park a New York, immaginava il successo mondiale che avrebbe avuto la fotografia che stava per fare. Probabile che alcuni grandi fotografi riescano ad avere coscienza della forza di un loro scatto anche mentre lo stanno eseguendo e forse Erwitt tra questi, ma probabilmente nemmeno lui si sarebbe aspettato di veder finire un giorno la sua foto su una carta di credito. Ci ha pensato Ducato, società di credito al consumo del gruppo Banco Popolare, che in occasione del Lucca Digital Photo Festival (24 novembre-15 dicembre 2007) ha lanciato un’edizione limitata di cinquemila copie della sua carta di credito prepagata in cui campeggia proprio la famosa New York, Central Park, 1974 di Elliott Erwitt, la stessa immagine utilizzata per le affissioni in mezza Italia della appena citata manifestazione. Quelli di Ducato non son nuovi a operazioni... fotocreditizie, infatti già nel 2006 era stata utilizzata un’immagine (Redboy) di Steve McCurry, mentre in precedenza erano stati effigiati personaggi del mondo dei fumetti, come Diabolik, Eva Kant, l’ispettore Ginko e i Simpson o del mondo dello sport.



Dall’alto:
La carta di credito prepagata realizzata da Ducato in occasione del Lucca Digital Photo Festival 2007 con la fotografia New York, Central Park, 1974 di Elliott Erwitt.

L’edizione del 2006 della carta prepagata Ducato con la fotografia di Steve McCurry.




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2 commenti:

hippolyte ha detto...

Piuttosto deprimente, no? Soprattutto il red boy... quando un'immagine finisce su una carta di credito mi sembra proprio l'esempio di un 'universale' che fa male, così tanto consenso su una comunicazione visiva che può diventare decorativa...

oratore ha detto...

Beh, qual'e' la meraviglia o la vergogna?
Ma allora e' proprio vero che il nostro cervello e' divewntato terreno off-limits per la ragione, come disse una volta Sandro, e crediamo che l'isola dei famosi si svolga spontaneamente.
Da decenni in qualsiasi museo il bookshop annesso vende gadget con riproduzioni di opere d'arte. A milano vai a vedere l'ultima cena e trovi la gioconda su matite, cartoline, puzzle e fore anche carta igienica. Comprare un gadget siffatto, o persino collezionarlo, non sminuira' mai l'importanza e la bellezza dell'opera d'arte raffigurata, tale bellezza sara' un patrimonio per chi ama l'arte mentre il gadget inorgoglisce il collezionista possessore.
Io anni fa vidi a una mostra la statua di Cleopatra, e rimasi rimbecillito pensando che se la vera Cleo era solo 10 volte meno bella di quella statua, in ogni caso era uno schianto: mia moglie vedendomi cosi' rimbecillito mi ando' subito a comprare un segnalibro di millelire con la riproduzione di quella statua, lo conservo ancora perche' mi ricorda quella emozione e uel viaggio con mia moglie.
D'aptrocanto ci lamentiamo che la fotografia venga considerata un'arte minore, che non sia divulgata a dovere, se poi il mercato fa questi scherzetti sulle prepagate , per carita' non gridiamo allo scandalo, non facciamo della fotografia per forza un tempio sacro. lo puo' essere nel nostro intimo, ma non drammatizziamo.
E poi : tutti quelli che linkano il proprio nome su questo blog al sito "dove postano le loro foto" ...non lo fanno per l'apparire? lo abbiamo capito che la regola e': parlane, male ma parlane. Ecco, polemizzando sulle foto famose relegate sulle prepagate non facciamo altro che fargli pubblicita', e qualcuno meno scemo della massa si chiedera' : ma chi era erwitt? quanto vado a vedere. e si stimola la fantasia e la conoscenza. Non e' d'altronde la situazione per cui Iovine giustificava le cosce blu in copertina usate a suo dire perstimolare all'acquisto della rivista e far conoscere un gran vero fotografo e il suo prtfolio presentato in quel numero?