giovedì 10 gennaio 2008

Il Natale di Magnum?

Sul blog Magmum l'8 gennaio è apparso un intervento di Peter Marlow che ha pubblicato delle immagini del 2004 in cui aveva ripreso la sorte degli alberi di Natale londinesi. Marlow dichiara di non aver investito più di un'ora e mezza nelle riprese... e meno male mi verrebbe da aggiungere...
L'idea in sé, è fotogiornalisticamente valida e dimostra per l'ennesima volta come non occorra andare dalla parte opposta del mondo per costruire un servizio. Per il resto preferisco astenermi da ogni commento. Ognuno si senta libero di esprimere la propria opinione dopo aver visto le fotografie di Marlow. Mentre le guardate però sforzatevi di non dimenticare che siete all'interno di un sito Magnum, da sempre punto di riferimento del fotogiornalismo internazionale, e che Peter Marlow è un fotografo che fa parte di questa agenzia. In altre parole ciò che vedrete fa praticamente parte del Mito... Credetemi non sarà facile tenerlo a mente.
Certo che se cominciassimo ad essere un pochino meno acritici nei confronti di certi miti...




Il post di Peter Marlow sul blog Magnum.

La pagina in cui è possibile visionare le immagini di Peter Marlow.




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10 commenti:

Simone "Karat45" Tagliaferri ha detto...

Bruttine... anzi, proprio brutte.

Antonino Condorelli ha detto...

Ho la netta sensazione che mi proporrò alla Magnum... HA HA HA!!!

Matteo Biatta ha detto...

Saggezza, caro Sandro....
In effetti, ho notato che negli ultimi mesi, Magnum ha sfornato dei servizi parecchio discutibili. Credo che un'AGENZIA come questa dovrebbe mantenere un livello sempre eccellente, sia nella validità degli argomenti che nella qualità delle immagini realizzate. A volte, ho l'impressione che quelli che vengono visti come "artisti dello scatto", pubblichino anche lavori di poco valore e che si riparino dietro al fatto di essere "Fotografi Magnum", dando per scontato che chi guarda non possa criticare l'operato dei "Maestri".
A proposito di quello che dici riguardo al fatto di essere un po' più critici nei confronti di miti dello scatto come Marlow, mi sento di poter dire che, se c'è un merito da dare all'autore, è quello di aver avuto una buona idea. Sulla qualità delle immagini e sulla cura nel realizzarle, preferisco sorvolare.............

Paolo ha detto...

sinceramente oltre alla qualità discutibile delle foto la cosa che mi lascia perplesso è il fatto che si trovino in un sito di fotogiornalismo e non in un sito ambientalista di bassa lega, e mi spiego: quando comperate dei fiori o una pianta e questa appassisce o non vi piace più che fate? la buttate via (se potete mettetela nel cassonetto dell'organico!!) gli alberi di Natale non provengono da "foresta" sono coltivati in vivaio quasi come i fiori che si trovano dai fiorai e la loro coltrivazione, tra i vari vantaggi che da, produce anche posti di lavoro e crea un mercato. comperare un abete da vivaio non crea un danno all'ambiente anzi.... la plastica dura ma ha processi di produzione che creano scarti non degradabili! e gettare via 1 100 10000 alberi di Natale non crea assolutamente nessun danno.purtroppo oltre a constatare che le foto non sono belle non capisco neanche su quale argomento vogliano sensibilizzare l'osservatore, le piante non hanno un sistema nervoso, quindi non soffrono.......

viviandanilo@hotmail.com ha detto...

Mentre davo un'occhiata alle foto direttamente dalla paginetta del blog non potevo non notare sulla destra le miniature di Salgao di cui lo spessore è ovviamente di gran lunga superiore a queste di cui stiamo discutendo per cui sorridevo pensando che quel giorno l'autore avesse baruffato a casa o cose simili.
Le foto di tutti i reporter di Magnum mi sono sempre piaciute tutte non perchè io sia un intenditore e mi ritenga in grado di capire, semplicemente perchè mi trasmettono qualcosa.
Prima di dire belle o brutte però sarebbe opportuno che io vada nel sito a guardare sperando di capire ma a primo impeto con l'occhio destro su Salgao ed il sinistro su Marlow avevo proprio un'impressione (con l'occhio sinistro) di oggetto abbandonato, in disuso dopo l'uso ma una cosa mi è subito parsa chiara..sembra indubbio, non ne capisco il motivo ma mi è parso lampante che Marlow abbia proprio deciso di riprendere i soggetti così! Questo per dirla tutta sembrerebbe la parte più logica ed in effetti tutti si chiedono perchè di queste foto ma credo (SPERO?) che solo perchè un fotografo di magnum ha deciso di svolgere un lavoro in un determinato modo che sia un pò frettoloso parlare di declino etc...Stiamo a guardare gli sviluppi in generale sopratutto visitando di tanto in tanto la pagina magnum dedicata alla vendita dei libri controllando meticolosamente se avranno il coraggio di proporre un libro di Marlow con le incriminate foto (magari in edizione limitata a 492$ HA HA HA)...frase naturalmente ironica ma sempre con rispetto).
Anche se riflettendo credo che se l'ultima opzione si avverasse, i libri li venderebbero in ogni caso tutti.....

marcobaracco ha detto...

Veramente difficile esprimere una valutazione obiettiva, poiché si rimane in bilico tra l'incredulità - della serie mi sembra impossibile che Magnum presenti questa spazzatura - ed il dubbio profondo di essere presi in giro. Proprio da quel Mito che avvolge le foto dell'Agenzia ci si sente presi in mezzo, provocati a dire qualcosa ma senza averne la possibilità. Una brutta sensazione.
Poco tempo fa discutevo con alcuni allievi di come sia importante il messaggio che si veicola attraverso una fotografia. Da sempre le foto di Magnum ci hanno colpito profondamente proprio per il loro contenuto, i significati umani, al di là della perfezione tecnica mancante che, molto spesso, è addirittura la componente che da quel non so che di mitico. Per intenderci, molte foto che riteniamo capolavori della comunicazione visiva in stile Magnum sono tecnicamente imperfette, storte, mosse, sfocate, ma questo è parte integrante del loro fascino. Le famose immagini di Capa dello sbarco alleato sono tutte mosse e inquadrate in pendenza, hanno insomma tutte le imperfezioni necessarie a farne dei capolavori. E vorrei ben vedere, hai visto mai uno sbarco di truppe che si mettono in posa ed il fotografo che mette in bolla la macchina sul treppiede?!?!?!
Quanto all'essere maggiormente critici, accolgo l'invito, anche se so di andare incontro a numerose perplessità. Mah, vedremo se ne varrà la pena!

Marco

andy ha detto...

E' davvero strano che mettano delle foto così scialbe in mostra , al di là dell'idea che può essere originale. Strano anche perchè poco tempo fa ho visto un documentario sulla Magnum, che illustrava come fosse difficile entrare in quell'agenzia, come la selezione fosse terribile e ogni nuovo membro veniva incluso solo dopo assemblee e discussioni, con tutti i soci fotografi/soci che intervenivano dicendo perchè Tizio era degno o meno di far parte del Mito. Per esempio solo dopo molti anni hanno accettato di includere Martin Parr, perchè non rispondeva appieno ai canoni del fotoreportage classicamente rappresentato dalla Magnum. Forse, venuto a mancare Cartier-Bresson, nel documentario appariva ancora anche lui, l'eredità dei grandi si sta stemperando.

oratore ha detto...

queste foto non sono spettacolari, non sono quelle che si vanno a cercare in giro sul web per ricevere all'istante un'emozione viva e una suggestione indimenticabile. Guardandole con attenzione pero' mi hanno ricordato quello che io ho sempre pensato sulla scenografia religiosa domestica e sulla abitudine umana di tenere e coltivare piante e fiori. Dal primo punto di vista, la festa religiosa e' altra cosa dalla "consuetudine festaiola", e l'albero di natale e' si' un simbolo di gioia e di unione familiare ma ormai e' diventato un oggetto di consumo obbligato ; quest'anno e' approdato anche in Cina, dove non sanno cosa sia il Natale ma lo accettano come occasione di festa, di consumismo ecc.
Dal secondo punto di vista, ritengo che se si allevano piante, esse vanno rispettate: per questo non terrei mai un albero vero ancorche' di piccole dimensioni, perche' dopo 15 gg di permnenza al chiuso invariabilmente muore. Non e' un discorso retorico o strappalacrime, e' solo che mi pare assurdo che i vivai coltivino piante poi destinate al cassonetto, quando ci sono intere zone che avrebbero bisogno di un sano rimboschimento.
E' cosa precisa allo scrivere Il fumo uccide sui pacchetti di sigarette che lo stato produce lucrandoci enormemente.
Allora queste foto mi hanno fatto riflettere ancora una volta su questo, e sono contento di avere richiamato alla memoria queste mie convinzioni. L'utilita' della fotografia puo' essere anche questa.

Ma : il coro di commenti negativi alle foto mi ha fatto pensare a un'altra cosa. Esse non piacciono, non attirano, perche' sono le foto che potrei fare io, o qualsiasi dilettante semza capacita' creative e senza l'abilita' necessaria a sfruttare il linguaggio fotografico. Glialberi "dismessi" sono ritratti brutalmente, sul luogo di abbandono, brusiati dalle feste trascorse come dalla impietosa e cruda luce del flash; l'autore li ha "presi" cosi', per strada, accanto o sui cassonetti, le cime che occhieggiano moribonde dalla spazzatura, non se li e' portati in studio su un gran tavolo di still life, non ha usato ilbianconero, gradito ai puristi, non ha creato una scenografia elegante. Non vi pare che la scelta sia stata intenzionale, provocatoria? Forse e' questo che rende le foto brutte? Controcorrente rispetto l'abitudine visuale che vuole anche i cadaveri , integri o smembrati, igentiliti compositivamente dalla geometria e dalla ricchezza tonale del linguaggio fotografico?
Puo' darsi che per una volta un reportagista, e con lui l'agenzia, abbiano voluto mostrare che la fotografia puo' essere qualcosa di diverso rispetto le solite immagini di bimbi con la pancia gonfia per carenza proteica, gli occhi sgranati e smarriti e allappati dalle mosche africane? Puo' darsi che l'autore abbia voluto rendere l'idea provocatoria che, come dice Sandro, non necessita essere inviato speciale per stimolare con le foto dei ragionamenti?
Non lo posso sapere, ma constato che da ogni pulpito ormai si cerca solo la spettacolarita', quella che queste foto non hanno, se si trascura l'idea e la ricerca per le strade.
Queste foto ripetitive mi ricordano gli accumuli di Arman, le Marilyn di Warhol, non nella sostanza bensi' nell'idea, o come dite voi nel progetto. Con le debite differenze, perche' un'idea e' geniale se considerata nel contesto spaziotemporale in cui nasce, poi finisce di essere novita' e diventa commercio ( Magritte fece varie versioni di parecchi suoi quadri, differenti di poco fra loro, perche' richiesti dalla committenza, e cosi' Hayez con il bacio ed i Vespri siciliani ecc ecc. Lo stesso Fontana fotografo e Clergue ecc)
Certo, alla fine, se queste foto la Magnum le vorra' spacciare come Arte, allora io mi mettero' a fotografare ripetitivamente le eiezioni intestinali dei cani randagi delle strade di Palermo, e vorro' essere considerato grande artista.
os

lahamahni ha detto...

se non avessimo notato e commentato la pagina del blog interno al sito di MAGNUM, sarebbe poco interessante rilevare su flickr l'esistenza di The Christmas Tree Carcasses: un gruppo fondato a inizio 2007. facile accorgersi che anche buona parte delle foto del 2008 sono lì da prima dell'8 gennaio e che in molti casi si tratta di immagini scattate proprio a Londra.
non so a voi, ma a me tutto questo fa venire da pensare...

Paolo ha detto...

Ci sono già tante persone che non capiscono niente di fotografia e di come stamparle, o dove dovrebbero essere poste, questo è un chiaro esempio di come rovinare l'immagine sulla fotografia. Poi se propio dobbiamo parlare di questafoto.......