sabato 4 ottobre 2008

Is Mother Earth screwing us with her photos? - La Madre Terra ci sta fottendo con le sue foto?



Does a hamburger from McDonald's really last 12 years?
That is what Karen
Mother Earth Hanrahan, Wellness Educator, Nutrition Consultant and Blog Publisher says in her blog. In a post from September 23rd she announces (while not too subtly promoting her workshop Healthy Choices for Children) that a hamburger bought in 1996 and preserved for 12 years looks the same as one purchased in 2008. The piece of news in itself would be appalling, though not that much surprising for those who have tasted any food product sold by the well known fast food chain. I want to make clear that I do not mean to defend McDonald's, whose outlets I would quite gladly see burnt to the ground both for ideological and gastronomical reasons, but I need to point out that Mother Earth does not provide any scientifically credible proof for her claim. She does not include any detailed description of the protocols applied, humidity conditions, temperature level or of the bacteriological environment in which the experiment has been carried out. Nor the reason for the specific duration of the experiment is explained. She only shows photographs of the1996 hamburger in its current state, compared with a similar contemporary sample.


Dura davvero dodici anni un panino di McDonald?
Lo assicura Karen Mother Earth Hanrahan, Wellness Educator, Nutrition Consultant e Blog Publisher come recita il suo blog. In un post del 23 settembre ci annuncia, promuovendo in modo poco velato il suo workshop Healthy Choices for Children che un hamburger acquistato nel 1996 e conservato per dodici anni avrebbe lo stesso aspetto di uno acquistato nel 2008. La notizia in sé potrebbe anche essere raccapricciante, anche se non del tutto sorprendente per chiunque abbia assaggiato un qualunque prodotto alimentare della nota catena di fast food. Sia chiaro che non intendo affatto difendere McDonald, i cui esercizi commerciali vedrei andare in cenere con grande piacere tanto per motivi ideologici quanto gastronomici, ma devo sottolineare che la nostra Madre Terra non fornisce alcun supporto credibile sotto il profilo scientifico (mancano serie descrizioni sui protocolli applicati, condizioni di umidità, temperatura, ambiente batteriologico in cui si è svolto l’esperimento, motivazioni sulla scelta della durata e così via), ma ci fornisce fotografie che mostrano il panino del 1996 oggi e a confronto con un analogo contemporaneo.

What drew my attention is one of the few provided details: «The paper and bag in the background is circa 2008 - to add decor to the photo. My friend Robyn's idea»… a piece of information that at least raises some suspicion. But I am not focusing on this, as this specific issue will be better addressed by McDonald's law firm. What I would like to discuss is the evidential value of the photographic image. Once again, a thesis that at a first glance does not seem realistic is made credible by means of a photograph that does not really contain any element supporting it. Accepting the photographic proof is just an act of dogmatic belief in what Mother Earth is claiming (that the hamburger in question has actually been bought in 1996). This statement would have been debatable even if the hamburger had been shown in the package in use in 1996, but we lack even this element to help us rationally cling to believing what she is saying is true. Embracing Mother Earth's thesis is therefore a complete leap of faith for which the presence of absence of photographic evidence should be completely irrelevant. Nonetheless we can rest assured that, for many people, seeing that picture is a solid proof of Mrs Hanrahan's statement. Maybe if we included in our primary schools' curricula the study of Joan Fotcuberta's work we would manage to be a little more discerning.



Taxiguerrilla's blog




From above:
«This is a hamburger from McDonalds that I purchased in 1996» reads the caption on Karen Hanrahan's site.

«The burger on the right, off the paper is a 2008 burger. I had to buy it to get the groovy paper and bag» reads the caption on Karen Hanrahan's site.

Karen Hanrahan's experiment has been reported by Taxiguerrilla, who was understandably perplexed and is trying to reproduce the adventure of the hamburger on his desk.




La cosa interessante è una delle poche specifiche fornite «The paper and bag in the backround is circa 2008 - to add decor to the photo. My friend Robyn's idea»… un’informazione che non può non essere almeno sospetta. Ma non è questo il problema. In definitiva questo è al più un problema dell’ufficio legale della McDonald. Quello che mi preme sottolineare è l’utilizzo con valore probatorio dell’immagine fotografica. Ancora una volta si rende credibile una tesi che a prima analisi non sembra realistica per mezzo di una fotografia, all’interno della quale non c’è realmente alcun elemento in grado di suffragare la tesi esposta. Se ci limitiamo alla prova fotografica è solo un atto di dogmatica accettazione di quanto Mother Earth sostiene ritenere vero che il panino incriminato sia realmente stato acquistato nel 1996. Già avremmo potuto discutere della veridicità se fosse stato presentato con la confezione in uso nel 1996, ma non abbiamo nemmeno quell’elemento cui attaccarci per credere razionalmente a quanto affermato. Abbracciare la tesi di Mother Earth appare quindi un atto puramente fideistico in cui la presenza o l’assenza dell’immagine fotografica appare del tutto irrilevante. Eppure si può essere sicuri che per molti vedere quelle fotografie sia stata la prova certa delle affermazioni della signora Hanrahan.
Magari se si inserisse nei programmi della scuola dell’obbligo lo studio dei lavori di Joan Fontcuberta, riusciremmo a essere più avveduti.




La lunga vita del Cheeseburger




Dall'alto:
«This is a hamburger from McDonalds that I purchased in 1996» recita la didascalia sul sito di Karen Hanrahan.

«The burger on the right, off the paper is a 2008 burger. I had to buy it to get the groovy paper and bag» recita la didascalia sul sito di Karen Hanrahan.

L'esperimento di Karen Hanrahan è stato ripreso da Taxiguerrilla, giustamente perplesso che sta cercando di riproporre le avventure del Panino sulla sua scrivania.



AddThis Social Bookmark Button



Puoi contribuire alla diffusione di questo post votandolo su FAI.INFORMAZIONE. Il reale numero di voti ricevuti è visibile solo nella pagina del post (clicca sul titolo o vai sui commenti).

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


15 commenti:

Simone ha detto...

Perché devi bruciare i McDonald? Dentro ci lavora un sacco di gente onesta, vorrei vedere se qualcuno volesse dar fuoco al giornale per cui lavori.

Da un fotografo mi aspetterei più una presa di posizione contro le multinazionali della fotografia che in 10 anni di digitale ancora non si decidono a fare una macchinetta decente.

Simone

oneshotaday ha detto...

a che fotografo ti riferisci, Simone, scusa?

lahamahni ha detto...

forse non ho capito proprio il post, visto che non l'ho colto come una sollecitazione su McDonalds.
mi pare si parlasse ancora una volta -e c'è bisogno di scriverlo proprio qui dove non si scrive d'altro?- di comunicazione versus informazione.

ciononostante visto quanto ha scritto Simone, risulta difficile stare zitti. è francamente sconcertante leggere una difesa della McDonalds.
almeno almeno, se proprio sono passate inosservate le inchieste, ci si sorbisca Fast Food Nation giusto per... "gradire" e farsi un'idea di come possano essere non solo preparati gli "ingredienti", ma soprattutto trattate le persone che lavorano alla base della catena, negli allevamenti dei capi di bestiame le cui carni confluiscono nel "misto-trito" dei fast-food. e fosse "solo" una questioni di carni...

infine, Simone, non si capisce nemmeno l'attacco personale all'estensore del post... sembra tu abbia qualcosa in sospeso.

Claudia M. ha detto...

lahamahni io non so se Simone abbia qualcosa in sospeso con Iovine, con il blog, o che, ma mi pare che abbia invece completamente "sospeso" le doti di raziocinio e capacità di comprensione che identificano la specie "Homo sapiens sapiens". Per venire incontro alle tue facoltà oggi evidentemente obnubilate esplicito il concetto con una brutta battuta: “Ma sei connesso?”. Nel tuo commento hai fatto due affermazioni che stanno al post pubblicato come l’amministrazione Bush sta al pacifismo e proprio non capisco in quale momento puoi aver confuso la critica che Iovine fa di un uso indiscriminato della fotografia come strumento euristico del reale a tutti i costi, con un attacco alle multinazionali dei fast-food.

Facciamo chiarezza in modo da parlare dello stesso argomento, il panino di MacDonald in questo contesto è stato usato come pretesto, se la signora avesse conservato una pila alcalina dimostrando che non decade in 12 anni attraverso una sua immagine priva di riferimenti temporali e di un notaio che avesse certificato che proprio quella pila era stata conservata in luogo protetto e isolato da manipolazioni, Iovine avrebbe scritto lo stesso blog, perchè caro Simone il punto è: una cosa non è vera solo perché la mostro in una fotografia. Le immagini, come ogni prodotto umano non ci danno di per sé alcuna rassicurazione sullo stato reale delle affermazioni che supportano se non sono accompagnate da prove certe e universali e necessarie per dirla con i maestri della Rivoluzione Scientifica.

Ora con questo uso e abuso dell’immagine, che è ciò di cui vorrei parlare, mi dici perchè ti sei soffermato su un’affermazione certamente provocatoria e che non si estendeva nemmeno ai lavoratori spesso precari e sfruttati e sottopagati di MD? Non si discuteva della qualità del cibo (cibo?!), nè del potere delle multinazionali, non si lanciavano anatemi contro i Fast Food rivendicando la supremazia dell’ultima compatta digitale sul Big Mac. I due discorsi sono incommensurabili, stiamo parlando d’altro, che ne diresti di unirti a noi?

Andrea il "Fuso" ha detto...

Buona notte a tutti!!
Io sono vecchietto e l'ora è tarda per cui vi consiglio di far poco caso a quanto scrivo in quanto le mie sinapsi già lente per natura, sono ulteriormente affaticate dall'ora per me tarda.
Si parla di Mac Donald's io lo frequento poco essendo ormai anziano preferisco assaporare verso le 17,30 - 18,00 al massimo un buonissimo brodino di dado, magari leggendo un vecchio quotidiano anzi visto che la vista è ormai debole mi accontento di guardare le "figure".
Quando ero giovane si chiamavano fotografie ed erano delle persone chiamate fotografi a farle, ogni tanto racconto ai miei nipotini di quei leggendari eroi che raccontavano storie di altri, viaggiando di luogo i luogo bei ricordi.........

Scusate l'ho già detto che sono vecchio poi quì alla casa di riposo mi riempiono di pastiglie mi aiutano stare tranquillo e a pensare poco......
venitemi a trovare quando potete ci possiamo raccontare un sacco di storie.
I miei nipoti mi avevano fatto vedere le fotografie di questa casa di riposo erano belliss ime stanze pulite belle infermiere cielo azzurro ........

venitemi a trovare alla casa di riposo
venitemi a trovare nella mia prigione.

Simone ha detto...

Ero convinto che Sandro fosse anche un fotografo, se non lo è scusate ritiro l'incitamento a prendersela con multinazionali più "fotografiche"!

La presa di posizione anti mcdonald la accetto anche se non la condivido per tanti motivi, tra cui il fatto che se non erro almeno in Italia la catena è stata premiata come "miglior posto di lavoro 2007". Da chi sia stata premiata sinceramente lo ignoro, per cui se è una valutazione inventata o data da qualche struttura "amica" si vede che non sarà un giudizio valido ma io questo non posso saperlo.

Non m'è piaciuta quella frase incriminata che mi pareva un po' gratuita. Probabilmente mi sono espresso male volendo solo intendere che a nessuno piacerebbe sentirsi augurare che il proprio posto di lavoro prenda fuoco, e che se anche i fast food non saranno i ristoranti più buoni del mondo SECONDO ME non sono da detestare a tal punto. Poi magari la frase di Sandro sarà stata ironica o avrò frainteso ma tant'è non m'è piaciuta e l'ho detto magari in maniera un po' scortese, lo ammetto.

Poi scusate ma io non sono sconnesso o fuso o quello che sia e ho ben capito il senso del post che trovo molto interessante. Mi ha colpito di più quella singola frase, tutto qui.

Simone

Neyla ha detto...

Dubbio.

Partiamo dal concetto -assolutamente condiviso- che la fotografia non sia la realtà. E prendiamo i lavori di Fontcuberta: un genio del crimine! Rendere possibili storie assolutamente inconcepibili solo grazie a una documentazione fotografica.

Ora, unendo tutte queste cose mi viene una domanda: ad eccezione delle notizie di cui possiamo avere conoscenza diretta, come facciamo a sapere che quello che vediamo sui giornali/televisione/... non sia stato fatto da un seguace del fotografo spagnolo?
Perché finché si tratta di un panino (o presunto tale) amen, pace all'anima sua... anche se non abbiamo dati per essere certi (vd prima riga, foto= no realtà) direi che si può vivere ugualmente.

Ma per tutto il resto?

Sandro Iovine ha detto...

Non è la prima volta e non sarà certo l’ultima che ciò che scrivo non viene interpretato in modo coerente con le mie intenzioni. Me ne scuso se questo dipende dalla mia incapacità di spiegarmi e/o esprimermi, ma oltre a non essere un fotografo non sono nemmeno uno scrittore, ne’ aspiro ad esserlo rendendomi conto dei miei limiti. In più sono affetto da un malsano senso dell’umorismo che mi porta a utilizzare spesso espressioni ironiche, quando non proprio sarcastiche. Lo stesso discutibile sense of humor ad esempio mi porta ad affermare che se qualcuno desse fuoco al mio posto di lavoro, riuscirei a trovarci comunque parecchi aspetti positivi, con buona pace dei colleghi coinvolti.
Il fatto che eviti volentieri di degustare i prodotti della citata catena alimentare evidentemente non era argomento del contendere. Senza contare che suppongo e spero rientri in quella sfera decisionale definita, nelle zone più periferiche della Capitale, dei beati cazzi miei. Mi spiace dunque che la frase gratuita sia stata oggetto di interpretazioni fuorvianti, ma non riesco a trovare meno gratuita la reazione che ha suscitato. A un osservatore raffinato poi potrebbe apparire altrettanto gratuita la citazione del premio miglior posto di lavoro 2007. Questo perché in assoluto l’argomento comunque non è pertinente in questa sede e in relativo perché la forma utilizzata sembra denunciare una bizzarra insicurezza sui fatti che toglie senso e credibilità a quanto sostenuto («tra cui il fatto che se non erro almeno in Italia la catena è stata premiata come "miglior posto di lavoro 2007"»). Senza sottolineare che, dopo aver citato qualcosa a sostegno del proprio pensiero, sembra che se ne metta in dubbio la rispondenza a valori reali e oggettivi («[…] per cui se è una valutazione inventata o data da qualche struttura "amica" si vede che non sarà un giudizio valido ma io questo non posso saperlo.»).
Spero che a questo punto si possa tornare al reale argomento del contendere, mettendo da parte i solipsismi e le inquietudine particolaristiche e autoreferenziali nate da rigide interpretazioni letterali di frasi tutt’altro che sostanziali e fondanti ai fini dei contenuti espressi.

Barbara ha detto...

Leggendo questo post non ho fatto a meno di ricordare un discorso che intrattenni un giorno con una mia collega di lavoro e che si può riassumere più o meno con una frase che disse: “Se i tuoi cibi durano nel tuo frigo (o fuori) troppo tempo, dovresti chiedertene il motivo..”. A scuola, fin dalle elementari, mi fecero una testa grande come una casa, circa la nocività delle sostanze conservanti e coloranti che si aggiungono ai cibi per renderli migliori di aspetto e commestibili nella durata di molto tempo.. Cito queste digressioni unicamente per riflettere su quanto l’immagine e l’informazione, a lungo andare, possono cambiare l’opinione delle persone: se la mia saggia nonna preferiva farsi tutto in casa per evitare di incappare nei veleni alimentari del consumismo contemporaneo, rimango stupita quando perfino mia madre, cresciuta nell’era del self-made culinario, incapace di alimentarmi di omogeneizzati perché secondo lei “non sai cosa ci mettono dentro”, a distanza di quasi una trentina d’anni, mi propone l’acquisto di vaschette di affettato pre-confezionato, che così durano più a lungo del prosciutto fresco, fai la spesa una sola volta e non ci pensi più. Cioè: la propagazione di una vita frenetica, la velocità dei fast food e dei cibi pronti per accelerare i tempi lavorativi, la propaganda verso l’illusione del cibo incorruttibile al tempo e agli agenti atmosferici, hanno evidentemente cambiato l’opinione delle persone circa la pericolosità salutare di ciò che, consapevolmente o meno (basta leggere l’etichetta), possiamo consumare, abituandoci a stili di vita impensabili fino a una decina, forse ventina di anni fa. Senza nulla togliere a chi di questi prodotti usufruisce, anche perché sono effettivamente comodi - ma non è questo il luogo per questo tipo di discussioni - ciò che mi inquieta, nel caso di questo articolo citato, è proprio l’utilizzo (innocente?) di un’immagine a riprova dell’improbabile tesi di un panino dodicenne, quasi come se questa servisse in primo luogo a giustificare la correttezza (persino etica) di una tesi insostenibile.

SpEer ha detto...

Ops, scusate... credevo di essermi collegato al blog fotografia parliamone...
Ma chi se frega di mcdonald e dei suoi hamburger!!!
fotografia parliamone: e parliamo di fotografia allora!!!

francesco peluso ha detto...

L'uomo cerca la Verità da quando è nato.Purtroppo, o per fortuna, non esiste la verità, esistono forse ma molto forse, parziali verità.
E' interessante poi pensare alla prova fotografica per affermare la verità. Basta pensare come cambia il significato, l'effetto di una foto cambiando solo l'inquadratura. Ad esempio la famosa casa del commissario Montalbano da un versante è bellissima sul mare e dall'altra affaccia sul degrado. Se l'autore vuole esprimere una idea positiva della Sicilia fotografa un lato, se negativa l'altro lato.Dunque anche per il fotogiornalismo alla fine gli utenti vedono solo la verità dell'autore, la sua interpretazione di un fenomeno, di un evento.
Dunque non credo assolutamente alla fotografia come supporto alla verità ma solo come mezzo di espressione della propria idea di verità.

Taxiguerrilla ha detto...

In ogni caso l'esperimento prosegue, e come ogni buona stupidata sfrutta lo stesso mezzo che critica. Di mio, mi sto divertendo tantissimo, soprattutto a sentire i commenti dei colleghi preoccupati di trovarsi presto nel mezzo di un allevamento di bagattini. Sarà tutto vero? Per ora vi tocca fidarvi delle foto...

Anonimo ha detto...

Riguardo al tema secondario del post : McDonald, persone che ci hanno lavorato (oneste sicuramente, ma nessuna ha mai parlato di una esperienza particolarmente positiva dal punto di vista lavorativo....anzi ) mi hanno raccontato, e io la riporto così com'è, che un panino una volta scongelato dev'essere cucinato in poche ore altrimenti marcisce, e comunque non so se è più inquietante questa versione oppure quella che riporta Sandro , quale sostanza organica non deperisce a distanza di anni ? a questo punto io ho ancora più paura a mangiare quella roba...

Invece per quanto riguarda la questione principale, il ruolo dell'immagine come prova documentaria inequivocabile che molti operatori dell'informazione ancora propongono, secondo me rivela una contraddizione profonda che coinvolge il rapporto tra chi propone l’informazione e chi la “subisce”.
Un osservatore contemporaneo di cultura media ha coscienza del fatto che una immagine possa essere il risultato di una manipolazione diretta oppure di una strumentalizzazione, e non mancano negli stessi media approfondimenti a riguardo ; articoli, servizi trasmissioni televisive dedicate allo smascheramento delle numerosissime bufale che si trovano a tutti i livelli, a differenza dell’osservatore “antico” che identificava l’immagine con la realtà e che aveva un rapporto meno disincantato ed esperto.
Ma nonostante questa capacita di distinguere o almeno di percepire la possibilità della falsificazione dell’immagine, e del suo significato, possiamo sostenere noi adesso che il pubblico è immune da strumentalizazioni o suggestioni che portano a modificare la sua percezione della realtà ? a partire dalle questioni minime del quotidiano (il consumo di determinati prodotti) fino alle realtà più complesse che riguardano la politica e la società?

Conchita Valleca

Taxiguerrilla ha detto...

> mi hanno raccontato, e io la riporto
> così com'è, che un panino una volta
> scongelato dev'essere cucinato in poche
> ore altrimenti marcisce

La carne cruda ha comportamenti differenti da quella cotta, è molo più umida e soprattutto contiene sangue. Secondo i miei calcoli, essendo il cheeseburger MOLTO cotto (e quindi senza sangue e con pochissima umidità), le prime muffe dovrebbero venir fuori in massimo una ventina di giorni, massimo un mese, nonostante la quantità di conservanti che ci possono essere dentro.

Anonimo ha detto...

Who gives a fuck?