giovedì 1 luglio 2010

Intervista del Collettivo WSP

Il Collettivo WSP ha deciso di pormi alcuni interrogativi su tematiche relative al fotogiornalismo contemporaneo. Le domande le potete trovare qui sotto, le risposte invece potete leggerle cliccando sui due link che le precedono e vi rimanderanno al blog del Collettivo WSP.
Colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente il Collettivo WSP per l'opportunità accordatami  e augurarvi buona lettura.


1 - Il WPP ha visto trionfare i fotografi italiani, pensi che sia un punto di svolta per la fotografia reportagistica italiana, attaccata in passato sempre ai soliti 4 o 5 nomi, c’è una nuova generazione che avanza o sarà i solito exploit italiano estemporaneo difficilmente ripetibile?

2 - In riferimento all’incontro avvenuto a Roma il 24 Aprile presso l’ISA Appunti sul fotogiornalismo: la questione italiana, cosa possiamo dire sulla situazione del fotogiornalismo in italia? Soprattutto dove stiamo andando?

3 - C’è un limite etico nel fotogiornalismo? È giusto avere un limite?
4 - In questi ultimi tempi si sta vedendo la nascita di molti collettivi fotografici, anche se in Francia il fenomeno è ventennale, o comunque stanno acquistando maggiore visibilità rispetto a prima, pensi che questo fenomeno possa dare nuova linfa alla fotografia, facendola uscire da alcune dinamiche che tu ben spieghi nel tuo blog? Come l’influenza massiccia del potere politico/economico, la richiesta di foto neutre o che comunque narrino la sofferenza, ma che non sia occidentale.
 5 - Nel WPP di quest’anno la foto vincitrice del Spot News: 3rd prize stories è la testa di una bambina morta che spunta dalla terra, fa parte di un lavoro più ampio dove comunque non mancano i cadaveri. Quello che vorrei sapere da te è se questa si può chiamare informazione, riportare i fatti, cronaca o è furbizia del fotografo e del photoeditor?

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