mercoledì 23 aprile 2014

La panottica cambierà il linguaggio?


Sul web oggi furoreggia la notizia relativa alla presentazione della Lytro Illum. Chi frequenta questo blog sa bene che non mi occupo di tecnologia per… motivi religiosi. E non intendo fare eccezione. Colgo solo l'occasione di questa notizia per offrire lo spunto per un paio di riflessioni cui spero parteciperete in molti. 
Dallo stesso scatto con la tecnologia Lytro si possono scegliere più piani di fuoco (simulazione tratta dal sito Lytro).

La prima riflessione (si fa per dire) è relativa al modo in cui la notizia è stata presentata dai siti in lingua italiana. Lascio a voi il piacere di andare a verificare quanto è stato scritto (ecco il link con la ricerca già fatta). L'aspetto che prevale è quello della tecnologia che trasformerà il modo di fotografare. Ora, al di là dell'opinabilità di questo tipo di affermazioni figlie del copia-traduci-incolla da comunicato stampa, la seconda riflessione è relativa a se (e come) l'introduzione che consente di focheggiare a posteriori possa influire sul linguaggio delle immagini. 

È senz'altro nel novero delle possibilità il fatto che una tecnologia del genere possa trovare una diffusione di massa su altri apparecchi (ammesso che il brevetto venga concesso), ma in cosa si tradurrà in pratica questo? Difficile azzardare previsioni che potrebbero essere smentite alla prima apparizione del genio creativo di turno in grado di stravolgere le regole. Tuttavia, se da una parte è vero che questa tecnologia è in grado di apportare una qualche forma di novità nell'ambito della ripresa, fino a che punto l'ingegneristicamente geniale trovata di mister Ren Ng (l'ideatore dall'impronunciabile nome della tecnologia panottica) costituisce un passo avanti nell'impiego cosciente dello strumento fotografico? 

Se è vero che poter rivedere il punto di fuoco in postproduzione può in alcune circostanze (a mio avviso ben poche) essere utile, è anche vero che questo potrebbe indurre ulteriori forme di atrofizzazione del cervello dei fotografi in fase di ripresa. Considerato che oggi il motto di molti è tanto poi si mette a posto con Photoshop, a cosa si potrebbe arrivare? Quale sarà la progettualità a monte delle immagini se tanto poi anche al parametro messa a fuoco sarà arbitrariamente attribuibile un valore a valle del processo di acquisizione? 

Sia chiaro che questa non vuole essere una tirata contra tecnologia, ma semplicemente uno spunto per riflettere (senza la pretesa di offrire risposte) sulle conseguenze derivanti dall'impiego massivo di una tecnologia di questo tipo. A mio avviso il rischio, più o meno remoto, è quello che l'insieme di fattori, cui potrebbero contribuire anche le fotocamere panottiche, è quello di andare sempre più verso un'alienazione dell'immagine fotografica rispetto al suo referente. Considerazione che, ovviamente, è frutto del pregiudizio dettato dalla tecnologia sviluppata fino a oggi, che ha imposto e creato una forma fotografica in cui la rappresentazione del reale è stata comunque soggetta a una serie di convenzioni dettate dell'ottica e della fisica. Convenzioni, a ben guardare, abbastanza lontane dalla visione dell'occhio umano cui tante volte ci si è appellati nel corso dei nemmeno duecento anni di storia della fotografia. 

Dunque, il medium fotografia potrebbe realmente affrancarsi da un'altra porzione di quelle pastoie in cui, da sempre, è invischiato. Questo in che in sé potrebbe essere un risvolto decisamente positivo, ma dove porta? La visione fotografica sarò più vicina a quella dell'occhio umano o se ne distaccherà maggiormente? Nel primo caso per assurdo si potrebbe arrivare  a rivalutare il potere testimoniale dell'immagine fotografica. Nel secondo la fotografia potrebbe conquistare ulteriore libertà e autonomia come mezzo di espressione autonomo svincolato dal rapporto con il reale. Non pretendo certo di trarre conclusioni in merito, ma volevo solo lanciare un sasso nello stagno nella speranza di veder sollevare onde tumultuose di pensiero da parte di chi visita questa pagina. A voi la parola…

Per provare l'effetto prodotto dalla tecnologia Lytro cliccate sull'immagine 
per selezionare il punto di fuoco. (simulazione tratta dal sito Lytro)


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