sabato 15 dicembre 2007

L'estasi del 2000


Cinque o seicento anni fa, scrive Clara Jeffery presentando Game Boys su Mother Jones, queste espressioni le avremmo potute trovare in un quadro di Raffaello o di Guido Reni. In effetti decontestualizzando le immagini, dimenticando quindi che si tratta di adolescenti intenti a prendere decisioni di gioco di fronte ad un terminale di computer, l’aspetto estatico e adorante si potrebbe ben ritrovare in gran parte della iconografia occidentale a sfondo religioso. Ci sono indubbiamente margini di riflessione in questo lavoro di Shauna Frischkorn, professore associato presso la Pennsylvania's Millersville University. A livello puramente iconografico si potrebbe notare come l’atteggiamento estatico, sotteso dall’epifania del Divino, venga assegnato all’applicazione nei confronti della risoluzione di un videogioco. Considerazione che trasferita su un piano sociologico potrebbe interpretarsi come la fenomenologia di una sostituzione di valori traslati da un livello mistico ad uno estremamente materiale.

La prima e più scontata associazione di idee che può nascere sotto il profilo puramente iconografico è la sostituzione di valori sottesa dall’atteggiamento estatico dei soggetti. Quasi a suggerire un trasferimento di valori in cui il ruolo di riferimento e guida assunto dalla religione, sia stato sostituito dall’applicazione indefessa all’esecuzione di un videogioco. Piuttosto interessante in chiave politica. Se infatti, in una lettura di questo tipo, alla religione e al suo apparato temporale si assegna un ruolo di ascesi spirituale per mezzo del quale viene esercitato il controllo sulla massa, analoga funzione potrebbe attribuirsi all’interno di un logica consumistica al ruolo dei videogames.

Il messaggio iconografico della pittura occidentale suggerisce per mezzo della rappresentazione estatica la funzione di elevazione dell’uomo attraverso la religione, simbolizzata nell’evento che suscita l’estasi. Nelle immagini della Frischkorn, invece è l’intensa applicazione al gioco il motore che suscita il rapimento mistico. Ma nello stesso tempo astrae il soggetto dalla sua realtà, lo catalizza, lo rapisce e lo rende disponibile in prospettiva alla manipolazione di pensiero finalizzata all’utilizzo economico o semplicemente ne fa uno strumento politicamente controllabile. Attraverso l’associazione iconografica è come se la Frischkorn volesse suggerirci il sorgere di una nuova religione, in grado di produrre altrettanta estasi di quanta non fossero capace di raggiungere i grandi mistici, ma con un’economia di scala assai più generosa. A volte è proprio vero che basta guardarsi intorno con attenzione per scoprire l’evidenza dei meccanismi di condizionamento che ci avvolgono quotidianamente con fattezze tutto sommato amichevoli.




Dall'alto:

C.J. Playing Enter the Matrix. © Shauna Frischkorn.

Brandon Playing Halo. © Shauna Frischkorn.

Todd Playing Test Drive. © Shauna Frischkorn.




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