mercoledì 16 gennaio 2008

L'idea di cinese



«All’origine del pittoresco c’è la guerra e il rifiuto di comprendere il nemico. Ci sono fotografi che spingono alla guerra perché fanno della letteratura. Cercano un cinese che abbia l’aria più cinese degli altri e finiscono per trovarlo. Gli fanno assumere un atteggiamento tipicamente cinese e lo circondano di cineserie. Che hanno fissato sulla pellicola? Un cinese? Mai più: l’idea di cinese. Le fotografie di Cartier-Bresson non chiacchierano mai. Non sono affatto delle idee, ma le fanno venire a noi, senza volerlo. I suoi cinesi sono sconcertanti, poiché la maggioranza di essi non ha l’aria abbastanza cinese. Uomo di spirito, il turista si chiede come facciano a riconoscersi tra di loro. Io, dopo aver sfogliato l’album, mi chiedo piuttosto come sarebbe possibile confonderli, classificarli tutti nella medesima categoria. Restano uomini che si rassomigliano in quanto tali, presenze vive, tangibili, cui non sono ancora stati dati dei nomi controllati. Dobbiamo essere grati a Cartier-Bresson per il suo nominalismo».
Jean Paul Sartre
Tratto da Da Cina una Cina all’altra, fotografie di Henri Cartier-Bresson, 1955, citato in Obiettivo Ambiguo di Ferdinando Scianna, Rizzoli, 2001, pag. 20.



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