mercoledì 19 gennaio 2011

Possiamo capire la natura digitale dell'immagine?

Esercizio 21/29 - Cartello di divieto Villasimius (CA). © Silvio Lucchini. (clicca per ingrandire)
«La rivoluzione digitale è davvero epocale in termini di cultura umana. Le sue conseguenze sulla fotografia sono enormi, ma non sono nulla se paragonate alle conseguenze sulla nostra cultura in generale. Ciò di cui sono certo è che chi dice di essere sicuro di sapere dove la rivoluzione digitale ci sta portando, può solo essere sicuro di sbagliarsi. È un fenomeno molto grande, si sta sviluppando molto velocemente, e non possiamo sapere dove ci porterà.»* Così scriveva nel 1998, Peter Galassi, conservatore al Dipartimento di fotografia del Museum of Modern Art di New York. Ma tredici anni sono tanti considerata la velocità dell'evoluzione delle tecnologie nella nostra epoca. Possiamo dire che ora sappiamo dove ci porterà la fantomatica rivoluzione digitale? Di sicuro forse non ancora, ma qualche certezza in più rispetto alla fine del secolo scorso decisamnte l'abbiamo, non foss'altro perché suffragata da dati di fatto. In fotografia ad esempio è realtà consolidata l'adozione dei processi digitali per la produzione di immagini. Difficile infatti prevedere per i procedimenti di acquisizione analogici, nell'arco di un decennio o due, un seguito troppo diverso da quello che attualmente riscuote il dagherrotipo. 
Ugo Mulas, Verifica n. 5. L'ingrandimento. Il cielo per Nini. © Ugo Mulas,1972. (clicca per ingrandire)
Andreas Müller-Pohle, Digital Score III (after Nicéphore Nièpce). © Andreas Müller-Pohle, 2011. (clicca per ingrandire)
Senza andare a ricercare lontano da casa nostra, la pratica analitica della fotografia messa in atto ne Le verifiche, realizzate tra il 1969 e il 1972 da Ugo Mulas, altro non è se non una ricerca sui dati costitutivi fondamentali del messaggio trasmesso attraverso il medium fotografico. In tempi più recenti autori come Andreas Müller-Pohle o Gianni Comunale (il sito linkato è attualmente inattivo) hanno ripreso a interrogarsi con i loro lavori sulla natura dell'immagine digitale.
 
Gianni Comunale, 7 miliardi di bit (omaggio a Luigi Ghirri)© Gianni Comunale, 2002. (clicca per ingrandire)
Gianni Comunale,
7 miliardi di bit (omaggio a Luigi Ghirri),
dettaglio. © Gianni Comunale, 2002.
(clicca per ingrandire)
Certo si tratta di concettualizzazioni che molto si allontanano dalla pratica fotografica di quel pubblico di appassionati acritici tanto ben descritto da Flusser, ma si tratta di una pratica in realtà accessibile a tutti, a patto di essere disposti ad accettare di mettere in second'ordine la soddisfazione estetica fine a se stessa, mettendosi in gioco per comprendere attraverso l'indagine sulla natura dell'immagine fotografica e delle sue trasformazioni, cosa sta accadendo nella nostra società. Per fortuna non tutti gli appassionati sono acritici, con buona pace di Flusser. Uno potete incontrarlo qui**.






* Peter Galassi, Concerving photography and Presering the Vitality of Culture, citato da Roberta Valtorta in Alterazioni, le materie della fotografia tra analogico e digitale, Museo della Fotografia Contemporanea, Lupetti Editori di Comunicazione, 2006, pag. 13.


** Nel testo pubblicato su IL FOTOGRAFO numero 224 il riferimento è al numero di pagina in cui è pubblicata la cover story intitolata  EXIF TIme -  Dello stato della fotografia amatoriale in Italia, dedicata al lavoro di Silvio Lucchini. Nella pubblicazione sul blog ho preferito indicare il link al sito dell'autore.
EXIF TIme -  Dello stato della fotografia amatoriale in Italia, da IL FOTOGRAFO 224,
cover story dedicata alla ricerca di Silvio Lucchini. (clicca per ingrandire)

AddThis Social Bookmark Button
Posta un commento