giovedì 30 dicembre 2010

La T-shirt per la veglia funebre


Confezioni di pellicola Kodachrome
databili intorno agli anni Quaranta.
204. Tranquilli non state per affrontare una sinossi storica. Sono le 15,36 del 30 dicembre 2010 e 214 è il primo numero di un conto alla rovescia. 214 sono infatti i minuti che mancano alla sospensione definitica del servizio di sviluppo delle pellicole Kodachrome nell'ultimo laboratorio  (Dwayne’s Photo Service a Parsons, Kansas, USA) che ancora effettuava il trattamento.
203. Messa in commercio nel 1935 la Kodachrome è stata ritirata dal commercio e come recita un comunicato stampa della Casa Gialla del 22 giugno 2009 «era divenuta la prima pellicola a colori di successo al mondo».
202. Dopo il successo straordinario Kodak lo scorso anno era stata costretta ad ammettere dopo settantaquattro anni di onoratissima carriera che la Kodachrome aveva «subìto un drammatico declino negli ultimi anni, a causa del passaggio dei fotografi alle pellicole Kodak più recenti e alle tecnologie del digital imaging».
201. Inevitabili le conseguenze per il mercato dal che momento in cui il produttore aveva pubblicamente affermato che ormai «la pellicola Kodachrome rappresenta solo l’uno per cento delle vendite totali di Kodak nel settore delle pellicole».
200. «La decisione di ritirarla è stata sicuramente difficile, data la sua splendida storia» dichiarava in conseguenza lo scorso anno Mary Jane Hellyar, President di Kodak’s Film, Photofinishing and Entertainment Group. Ma si sa che cuore e affetti non contano in questi casi.
199. E ora dopo aver dismesso la linea di stesa emulsione e la conseguente commercializzazione del prodotto, mancano solo 199 minuti alla fine del trattamento  presso Dwayne’s Photo Service che avverrà alle 12,00 (le 19,00 italiane).
198. Domani la Kodachrome entrerà nella storia e rimarranno solo le immagini che l'ahho resa famosa grazie a fotografi di tutto ilmono, professionisti e matori che l'hanno apprezza tae sfruttata. Per ora rimane questo e la paginetta dedicata da Kodak sul sito In memoriam.
La pagina del sito di Dwayne's Photo con l'offerta della maglietta commeorativa della Kodachrome.
197. Se la notizia vi affligge particolarmente potete sempre provare a consolarvi con l'iniziativa di Dwayne’s Photo Service ha previsto per commemorare l'ultimo sviluppo una T-shirt in cotone al 100% disponibile nelle taglie per adulti Small, Medium, Large, XL e XXL  alla modica cifra di 12,95 dollari.

196. Io avrò un pessimo carattere, ma sincerametne non credo che verserò una lacrima per la scomparsa nemmeno tanto prematura. Non foss'altro perché se qualcuno si prende la briga di inventarsi la maglietta commeorativa, ci sono buone possibilità che qualcun altro se la compri per alimentare le sue tecno-nostalgie e i suoi tecno-feticismi. 
195.  E allora ben venga il cambio di tecnologia che spazza via le certezze del passato e ci impone nuove sfide. Se si trasforma la tecnologia non per questo l'essere umano finirà di produrre immagini. In fondo lo facciamo dall'epoca di Lascaux, ovvero da appena 17.000 anni.
194. Se non abbiamo mai smesso di produrre non sarà la fine della Kodachrome a impedircelo. Stiamo vivendo una fase di evoluzione e per quanto possa essere fastidiosa, l'innovazione è reale e invece di pensare al passato sarebbe il caso di pensare al futuro. E ora se ne avete voglia continuatela voi la veglia funebre.
193. ...

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2 commenti:

Giancarlo Parisi ha detto...

Tutto fa notizia, sempre. Se non avessero detto nulla nessuno avrebbe pianto lacrime amare(?) per questa "incresciosa dipartita". Ma come sempre di questi ultimi tempi (dove "ultimi" vuol dire molto tempo) si deve lucrare su tutto, a qualunque costo. A questo punto mi chiedo come mai si sia accettata la discriminazione della maglietta! Voglio una maglietta per ogni feticcio fotografico uscito fuori produzione! Voglio la T-Shirt dei lampeggiatori al magnesio...

Scherzi a parte, fermiamoci un attimo a riflettere. Ieri sera ha dato la notizia della dismissione del kodachrome financo il TG2!! Cavolo, non si parla praticamente mai di fotografia e ieri invece hanno fatto il servizio di chiusura, con l'immancabile commento del giornalista di turno che ci "illuminava" sul fatto che ormai tutti scattano in digitale e che i tempi sono cambiati; il che è sicuramente vero, ma perchè dirlo con una malcelata nota critica?
Come se il cambiamento fosse negativo.

A tal proposito suggerisco a quanti ne abbiano interesse questa mia nota
http://imagoveritatis.blogspot.com/2010/12/mezzi-o-feticci-fotografici.html

E auguri di buon anno a tutti!!!

Sandro Iovine ha detto...

Per i cultori di Steve McCurry (tra i quali non riesco ad annoverarmi) segnalo questo post sul suo blog.
I più sensibili preparino una scorta di fazzoletti.