domenica 31 luglio 2011

Siria, carri armati sulla folla: clicca il video e non vedrai niente!

L'Unità ha pubblicato questo video sulle pagine dell'edizione on-line. Io non ho nulla da dire sul contenuto giornalistico in voce, anche perché non possiedo abbastanza informazioni. Non riesco però a non chiedermi quale possa essere il senso di un video del genere con tanto di incitazione a cliccare per vedere il video. Personalmente mi pare l'ennesimo tentativo di speculazione su avvenimenti più che tristi. Ovvero attirare il lettore con la promessa di vedere cose straordinarie (nello specifico straordinariamente tragiche) quando poi non si ha assolutamente niente da mostrare come in questo caso. Intanto il contatore degli accessi sale e le certificazioni da esibire agli inserzionisti diventano più solide e appetibili. Da notare che i codici perc incorporare il video propongono una dimensione maggiore, analoga a quella presente sule pagine de L'Unità, il che rende ancor meno comprensibil la visione del video. Personalmente ho difficoltà considerare un video simile come informazione. Se qualcuno invece riesce a trovare invece una strategia informativa di qualche tipo, purché sostenibile logicamente, è il benvenuto.


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11 commenti:

Pietro Collini ha detto...

Credo che oggi le notizie mettano in secondo piano il ragionamento critico, non a caso spesso si cerca di evitare la lettura o l'ascolto propinando immagini o video veramente insulsi, che, personalmente mi fanno rimpiangere riviste come LIFE, dove le immagini erano veramente di altissima qualità e non si sostituivano al racconto, ma lo accompagnavano e si poteva parlare di vero fotogiornalismo.
Quello che ci proponi oggi io lo traduco: "Guarda il filmato che tanto non ti dice niente, perchè è meglio che tu non comprenda la realtà di quella situazione:"
Un po' come le prediche della domenica: hai mai provato a chiedere ai fedeli un breve riassunto della predica, o almeno l'argomento trattato? Io sì e ti confesso che ti puoi rotolare dalle risate...
Un caro saluto
Pietro Collini

Roto ha detto...

Si vede un carro armato, che volevi vedere brandelli di carne e corpi maciullati?

E' comunque un video che qualcuno ha avuto le palle di girare con un telefonino, credo, durante una repressione sanguinosa, rischiando la vita.

Sandro Iovine ha detto...

No, non volevo certo vedere corpi maciullato o efferetazze simili. Vorrei solo vedere filmati che forniscono informazioni. Non il nulla cosmico riferibile potenzialmente a qualunque posto. Il valore documentario di una cosa simili è prossimo allo zero. Il problema è che non ce ne rendiamo più conto e andiamo a vanti a cliccare. Le conseguenze mi pare si vedano quotidianamente del resto. Che qualcuno abbia avuto il coraggio di girare quel filmato ha giornalisticamente scarsissima rilevanza dal momento che quello che si vede non ha attinenza con quanto illustrato dall'intervento in voce della giornalista. Sono queste le cose che contribuiscono a creare l'atarassia generalizzata. Non credo che sia sufficiente trovarsi in un certo posto e girare delle scene a caso per fare informazione.

Roto ha detto...

Se la notizia è " Sono arrivati i carri armati e sparano" un video con un carro armato che spara ( in realtà un trasporto truppe BMP) mi pare attinente.
Lo stesso video è su tutti i quotidiani on line, corriere repubblica ecc.

Sandro Iovine ha detto...

Posso solo complimentarmi con chi è in possesso di una cultura in materia di mezzi militari permetta di riconoscere un trasporto truppe BMP da immagini così scadenti. Purtroppo non ritengo sia questo l'argomento del contendere. Come non mi pare che sposti minimamente la quesitone il fatto che il video sia pubblicato da altre testate: se milioni di mosche...

Roto ha detto...

Sandro, "l'oggetto del contendere" è l'attinenza o meno del video alla notizia.

Non se sia un carro armato.

Il riferimento alle altre testate era perché il tuo post iniziale sembrava un attacco all'Unità e non una considerazione sull'uso generalizzato da parte di tutta la stampa nazionale di video farlocchi per attirare contatti.

Pietro Collini ha detto...

Penso proprio che Sandro si riferisse unicamente all'aspetto iconico. Le risposte tendono a mostrare come l'immagine, anche priva di contenuti, sia prevalente sul contenuto verbale e come l'intuizione ( pur errata) di un intento di denigrazione ideologica, sopravvalga la corrta lettura di un video o di una immagine. Ormai siamo immersi nella cultura dei MacDonald!
Un salutone.
Pietro Collini

Sandro Iovine ha detto...

La mia opinione è che non ci dobbiamo accontentare delle associazioni primarie. A prescindere dalla qualità delle immagini proposte, che sappiamo tutti passare in secondo piano di fronte alla notizia, non reputo che didascalizzare con immagini il titolo (Se la notizia è " Sono arrivati i carri armati e sparano" un video con un carro armato che spara) sia il massimo che ci si debba aspettare da un professionista. A mio avviso un giornalista dovrebbe ponderare l'utilizzo che fa delle immagini e non limitarsi ad associazioni del tipo sete-acqua. Sinceramente mi aspetto di più da una testata nazionale e indipendentemente da quale essa sia e anche dai lettori. A questo proposito mi spiace che quanto ho scritto abbia dato in qualcuno adito a interpretazioni del tipo attacco nei confronti de L'Unità. In ogni caso mi sono limitato a citare la fonte di cui mi sono servito. Il mio non condividere questa pubblicazione si estende a chiunque l'abbia utilizzata offrendola come fonte di informazioni e non certo a un'unica testata, qual che essa sia.

Piermichele Borraccia ha detto...

Forse questo video poteva essere già qualcosa di più interessante, ancora lontano dal fornire un'informazione "completa" (se ne esiste una) ma secondo me rende meglio l'idea di ciò che sta accadendo.

http://www.ilpost.it/2011/07/31/lesercito-siriano-attacca-hama/

Freeman ha detto...

Io un parola ce l'ho: propaganda.
Da tempo i media fanno sempre meno informazione e sempre più propaganda.

Ne abbiamo avuto parecchi chiari esempi prima della guerra alla Libia: uno per tutti, il video che mostrava presunte "fosse comuni" che dovevano corroborare i 10.000 morti della repressione di Gheddafi (trampolino di lancio emotivo per la guerra di aggressione post-coloniale, nonché cavallo di troia emotivo per giustificare le bombe "umanitarie") si è dimostrato NON attinente e soprattutto relativo a normali sepolture nel cimitero di tripoli in riva al mare.
Ma solo DOPO che tutti , ma proprio tutti i media mainstream lo avevano passato, senza esprimere alcun dubbio, e sena sentire la necessità di verificarlo (una volta usava, quando c'erano i giornalisti nelle redazioni).

Ormai l'imprinting emotivo era dato, la smentita non poteva intaccarlo (né peraltro c'è mai stata, tanto "loro" non ne hanno bisogno).

Come dicevo, propaganda.

Matteo Biatta ha detto...

Sono perfettamente d'accordo con Sandro... Non si vogliono vedere i corpi maciullati, non si vuole il cinema "splatter" che, peraltro, non è necessario.
Condivido anche il fatto che, giornalisticamente parlando, non interessi sapere che chi ha girato il video abbia rischiato.
Il problema consiste nel fatto che avrebbero tranquillamente potuto parlare senza mostrare immagini, dato che nel filmato non ci sono elementi e riferimenti precisi alla situazione di cui si parla.
Purtroppo questa è la tendenza dei media di oggi. Si accettano immagini e filmati di dubbia e discutibile qualità, pur di mandare in onda o pubblicare qualsiasi cosa.
Questo, secondo me, è il vero problema che sta facendo scendere il livello sempre più.
Concordo con Pietro Collini, che rimpiange lo spessore giornalistico di giornali come "LIFE".