martedì 2 agosto 2011

Scusate: una piccola storia personale




Come tutti, o quasi, quelli che si prendono la briga di tenere un blog o gestire un sito personale o professionale che sia, anche io sono addicted: confesso di avere una dipendenza dalle statistiche sugli accessi. Il che significa che con una certa regolarità faccio un monitoraggio delle chiavi di ricerca e dei siti che portano alle mie pagine. Nei giorni scorsi mi ha colpito la ricorrenza di un indirizzo (www.fotoarts.org/FA_forumpost.phpche rimandava a un post su a un forum. Me la sono presa con calma, giusto un'occhiata per appurare l'origine del sito. Questo tipo di indirizzi infatti non porta da nessuna parte (almeno per quanto posso affermare con le mie scarne conoscenze della rete), permette al massimo di identificare il sito di provenienza e per saperne di più è necessario registrarsi nel forum e poi andare a sfogliare pagina per pagina, post per post, fino a trovare quello che interessa... Una discreta seccatura, per cui desistito prima ancora di iniziare. 
Solo stamattina, all'ennesima ricorrenza, la noiosa trafila mi è apparsa una piacevole alternativa alla correzione dei testi scritti nei giorni scorsi. E quindi via con la registrazione la caccia al post che si trova all'indirizzo http://www.fotoarts.org/FA_forumpost.php?thread=3832. Si tratta di una segnalazione dell'amico virtuale Salvatore Di Cara realtiva a  uno dei post arlesiani. Una rapida occhiata ed ecco apparire le solite battutine più o meno garbate sull'attitudine del sottoscritto al massacro verbale dei malcapitati che mi sottopongono le loro fotografie. Devo dire che rispetto al solito ne sono uscito anche abbastanza bene. Ho perfino trovato controtestimonianza a mio favore di un incontro professionale. Certo si potrebbe facilmente ironizzare sulla sua attendibilità, dal momento che si riferisce a un incontro nella redazione di Fotografare, testata per la quale per altro non ho mai lavorato. Ma ovviamente non sto a sottilizzare: per una volta che qualcuno non mi insulta, mi prendo il buono che c'è, Fotografare o non Fotografare
Ho continuato a leggere, finché, sorpresa davvero inaspettata, non mi sono imbattuto nel commento di tal brunop_1263roma che oltre devolvere a mio favore parole di sostegno, dichiara pubblicamente di essere stato mio compagno di classe nei ruggenti anni del liceo. Colpito dall'atto di inusitata incoscienza autolesionista implicita in una dichiarazione del genere mi sono quasi commosso... tanto che ho deciso di infierire sul reo confesso affinché si assuma le responsabilità dei suoi gesti e paghi al mondo il giusto fio per le sue malefatte. In altre parole sto per rendere pubblico un episodio privato di tanti anni fa... 
Un giorno, penso durante gli squallidi anni Ottanta, brunop_1263roma e il sottoscritto stavamo condividendo uno di quei cristianissimi atti di contrizione che gli abitanti della Capitale compiono quotidianamente usufruendo del servizio di trasporto pubblico (tradotto per i non romani avevamo preso l'autobus) Eravamo tra la Stazione Tiburtina e piazza Bologna se ben ricordo e si parlava, anzi brunop_1263roma mi spiegava come si poteva entrare a far parte dell'Ordine dei Giornalisti prendendo il tesserino di pubblicista. Tra le altre cose ricordò che mi disse che se fosse stato al mio posto, le conoscenze sulla fotografia che riteneva avessi, avrebbe sicuramente cercato di lavorare in una rivista di settore... aggiungendo che non capiva perché non lo avessi ancora fatto.
Convinto com'ero di non saperne abbastanza per seguire l'implicito consiglio, lasciai cadere il discorso, ma il tarlo mi rimase dentro, tra l'incoraggiamento e l'invito a seguire una strada del genere. Non foss'altro perché l'idea mi solleticava e non poco: passare dall'altra parte, essere letto da chi come me aspettava con ansia l'uscita in edicola della rivista...  Un sogno che reputavo decisamente irrealizzabile e al di sopra delle mie capacità. 
Qualche anno più tardi Giulio Forti fece pubblicare un annuncio su Reflex in cui si cercava un redattore... mandai il mio curriculum (che confesso essermi fatto a aiutare (argh!) a compilare: nemmeno il mio curriculum ero in grado di scrivere da solo!!! Bah...). Magno cum gaudio del sottoscritto, il mio fu scelto tra quelli pervenuti in redazione... anche se confesso di non aver mai capito fino in fondo cosa avesse guidato la decisione di Giulio Forti, anche se sospetto c'entrasse qualcosa un diploma in lingua e cultura giapponese conseguito con il massimo dei voti (altro mistero glorioso della mia carriera scolastica insieme alla maturità e una paio di altre vicende). Sta di fatto che da allora sono passato dall'altra parte...
Ma perché raccontare questa storiella personale di cui cui il mondo poteva tranquillamente fare a meno? Semplicemente per offrire un altro bersaglio (il citato brunop_1263roma) a quanti, ritenendo di essere stati lesi dalle mie valutazioni nel corso degli anni, sono alla ricerca di un modo per farmela pagare. Bene, o nutrita folla di miei accaniti aspiranti carnefici, sappiate che potete prendervela anche con brunop_1263roma (a pagamento posso fornire i dati per rintracciarlo...), sul cui capo pesano gravissime responsabilità circa le mie scelte professionali.
Al di là delle battute, questa buffa (almeno nelle intenzioni, ma tanto come al solito ci sarà chi mi prenderà sul serio) digressione assolutamente personale nasce dallo stupore rinnovato per gli incroci di vite che la rete permette, favorendo il riaffiorare di ricordi sepolti negli archivi della memoria da oltre una ventina di anni.
Ma soprattutto, anche se non importerà a nessuno, era un modo un po'... ellittico, lo riconosco, per dire: Grazie Bruno! Quasi sicuramente nemmeno te ne ricorderai, ma le tue parole di quel giorno in qualche modo mi hanno cambiato la vita.


AddThis Social Bookmark Button
Posta un commento