venerdì 23 dicembre 2011

Su Palatu addio

Da: Salvatore Ligios 
Data: 23 dicembre 2011 13.02.56 GMT+01.00
A: IOVINE Sandro 
Oggetto: Ex SU PALATU
Ciao Sandro
Un saluto
Ligios



Da La Nuova Sardegna del 23 dicembre 2011.
Quello che avete appena letto è il testo, icastico come sempre, dell'e-mail che ho ricevuto pochi minuti fa da Salvatore Ligios. L'immagine qui a sinistra, una pagina della Nuova Sardegna di oggi, è l'allegato che la correda. Il contenuto potete leggerlo e valutarlo da soli cliccando sull'immagine per ingrandirla. Salvatore è il fondatore di Su Palatu, lo spazio che dal 2000 a Villanova Monteleone, bellissimo paesino in provincia di Sassari, ha portato una ventata di sana internazionalità non solo in Sardegna, ma più in generale in Italia. Dopo oltre un decennio di iniziative incentrate sulla fotografia intesa come vettore di conoscenza e cultura sia del territorio sia del mondo in senso più ampio, il Comune di Villanova Monteleone ha deciso di revocare la concessione di utilizzo alla Soter Editrice, la casa editrice specializzata in fotografia di proprietà dello stesso Salvatore Ligios. 
Beh, con la crisi che c'è in giro, direte Voi ce lo si doveva aspettare... Beh se dobbiamo credere ai dati riportati da Paolo Merlini nel suo articolo, la spesa annua sembra essere stata di 18.600,00 Euro l'anno... per usare le parole di Merlini «Più o meno la somma che un qualsiasi museo regionale o nazionale destina alla voce cancelleria». Ma non sta a noi sindacare le casse del sindaco Meloni, o meglio del Comune di Villanova Monteleone. Certo però che avendo personalmente lavorato con Salvatore Ligios e con chi, come Sonia Borsato, l'ha affiancato e sostituito alla guida di Su Palatu in tempi più recenti, non posso non andare incontro a un attacco di bile leggendo che è meglio tornare a Su Connottu (al conosciuto), lasciare da parte le manifestazioni per un'élite culturale e rendere Su Palatu uno spazio più dinamico per usare le parole del sindaco Meloni. Parole che magari potrebbero anche suonare di saggezza se non fosse che il dinamismo profetizzato sembrerebbe avere come modello di riferimento niente meno che Gente di Sardegna «manifestazione folk cara agli abitanti di Villanova Monteleone» latrice di cultura in forma di dotti convegni come Sa Limba Sarda Oe (giovedì 11 agosto 2011) o di una Sfilata dei Gruppi folk commentata da Salvatore Patatu (venerdì 12 agosto 2011) o di imprescindibili appuntamenti con la cultura locale come le degustazioni Su Ghisadu o Su Pane a Fittas (sempre venerdì 12 agosto 2011)
Basta quindi con questa cultura che oltretutto fa anche venire venire gente da fuori e non interessa a nessuno. Cosa importa se, grazie a Salvatore Ligios, a Su Palatu sono transitati ospiti come il C/O Berlin, Massimo Mastrorillo, Dario Coletti, Roger Ballen, Mario Dondero, Pablo Volta, Uliano Lucas John Delaney e, immeritatamente, perfino il sottoscritto (MenotrentunoEstremi: tra edonismo e nostalgia negli anni 2000).
La fine di oltre dieci anni dedicati intensamente alla cultura dell'immagine è segnata in pochi righe in burocratese con cui il Comune notifica quello che a tutti gli effetti si può considerare lo sfratto di Su Palatu: «Considerato che è intendimento di questa Amministrazione riportare in un quadro di regolarità amministrativa l'utilizzo degli spazi di Su Palatu, con la presente chiedo che entro il 31 dicembre siano consegnati liberi i locali del Palazzo, attualmente nella vostra sostanziale disponibilità.»
Non rimane che ringraziare Salvatore, Sonia e tutti quanti con dedizione si sono adoperati in tutti questi anni per far sì che Villanova Monteleone diventasse un centro di eccellenza per la Cultura internazionale invece di interessarsi alle sfilate folcloristiche e ai convegni su sa limba.
Ecce Italia...

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9 commenti:

Claudia M. ha detto...

Che indicibile tristezza! Ho visitato Su Palatu e restava uno degli ultimi, pochissimi baluardi a difendere una certa idea di immagine, che attingeva all'idea che potesse ancora educare, formare, fornire uno sguardo altro, come altro, etico, è lo sguardo di Salvatore Ligios, e proprio questo temo si vuole combattere, si vuole sconfiggere. La possibilità che passi un messaggio universale di risveglio e consapevolezza è probabilmente troppo pericoloso per chi non sa sollevare gli occhi dal "suo particulare" e forse dall'orizzonte ristretto delle prossime elezioni.
Che indicibile tristezza, ma questo devo averlo già detto!
Claudia M.

Marco ha detto...

Che dire, buon natale agli amici sardi!
Non per svalutare questo episodio o il fatto che tu cerchi di dargli visibilità, ma purtroppo è uno dei tanti...anzi tantissimi!
Più e più volte lavorando con le amministrazioni mi sono sentito dire le cose citate nell'articolo, oppure "sviluppare qualcosa dedicato al lavoro? mhh... no...sarebbe meglio fare qualcosa di più leggero poi sai la gente qui si lamenta, sai non c'è nè..." parole dette da un assessore di uno dei comuni più ricchi d'Italia e d'Europa...non dico altro.
Buon feste!

Sandro Iovine ha detto...

Hai senz'altro ragione Marco sul fatto che non sia certo l'unico episodio del genere... purtroppo...
Il fatto è che avendo visto lavorare dal vivo Ligios a Su Palatu so cosa è stato capace di produrre in questi anni e con quali sforzi e sacrifici personali. Per questo a fronte dei risultati ottenuti trovo di incommensurabile e intollerabile ottusità le scelte operate in questo caso che, sia pur declinato in chiave fortemente sarda, è sintomatico di un andamento generale.

Marco ha detto...

Vero, andamento (brutto!) generale. La democrazia è fatta di voti, i numeri te li da il popolo e la demagogia (in questo caso culturale) è l'unico modo per ottenerli...
Che poi talvolta sono gli amministratori a non voler "correre rischi" e fare cose più popolari... manco la gente fosse scema!
E' vero che il grande fratello lo guardano 10.000.000 di persone (numero a caso) ma ce ne sono 50.000.000 che non lo guardano...

Matteo Biatta ha detto...

Sono d'accordo con Marco..
Purtroppo gli episodi sono frequenti, anche se devo dire ad onor del vero che, nella mia città, Brescia, la situazione è più rosea.
Il discorso è che, senza voler essere qualunquista, il politico fa spesso scelte dettate dall'opportunità di "raccimolare voti", dimenticandosi il diffondere cultura ad ampio respiro.

Matteo Biatta

francesco peluso ha detto...

penso che, visto il momento storico economico-culturale-sociale sia giunto il momento di passare ai fatti, di non subire più passivamente questi eventi.

1. piano A
Perchè non mandiamo un po di email al comune in questione ?
Grazie a sti social network ognuno di noi può muover un bel po di gente !
Inondiamoli di email !

2. piano B
Perchè non ci inventiamo un'associazione in modo da appoggiare, con una piccola quota di iscrizione, anche economicamente Su Palatu?

Anonimo ha detto...

eugenio sinatra
Questo e' solo l'inizio : la crisi economica globale causera' a cascata altri numerosissimi casi di crisi culturale. Ancora non abbiamo visyo nulla. Penso che in cio' si concretizzi realmente la profezia Maia, subcultura agli eccessi. Ma se npn si e' fatto il dovuto nei decenni passati, ora e' tardi, il problema non e' solo risolvere i singoli casi, ma cambiare le teste. e non e' facile.
eugenio sinatra
palermo

Pepe Peralta ha detto...

No est unu problema de Limba o de pane a fitas. O de ite siet prus de importu, si sos litratos de Roger Ballen o sa butonera de Itiri.
S'orriolu no est nemmancu a abbaidare su tempus passadu, su problema est a tìmere su tempus benidore.
E sende chi s'identidade de calesisiat pòbulu est a de nanti e no in palas, a "istudare" Su Palatu est comente a bochire s'identidade de oe, sa matessi identidade sarda chi cussu "sìndigu", menzus de contivizare, pensat de imbalsamare!

E tando animu! Sos sìndigos passant, sos omines mannos addurant!

Pepe Peralta, Sardu and world citizen

Marco ha detto...

Certo Eugenio, il 2012 di lacrime e sangue che ci aspetta(per noi popolo chiaramente) farà ancora più morti.
Però secondo me è proprio per la concezione della cultura in Italia: quella di intrattenimento.
Quante volte la gente va al cinema perché non sa cosa fare o legge un libro "per passare il tempo".
Quindi se manca la cultura puoi pure fare altro.
La cultura dovrebbe essere una sorta di disciplina, un mezzo per capire e analizzare il mondo, per guardarlo meglio.
Leggere, ascoltare, guardare, dovrebbe essere necessario come mangiare.