domenica 26 giugno 2011

Roma Creativa: ricognizione sulla creatività nella Capitale

Un momento della tavola rotonda Connettere i mondi creativi di Roma cui hanno partecipato Pier Paolo Barzan (Fondazione Depert), Francesco Garofalo (Festa dell'Architettura), Anna Mattirolo (MAXXI) Luca Raffaelli (Romics e Castelli Animati); moderatrice Daniela Ubaldi (Next Exit).
Si concludono oggi al Macro Testaccio  Le giornate della creatività all'interno delle quali, venerdì 24 giugno, è stato presentato il risultato del lavoro di Roma Creativa, nell'ambito del progetto RomaProvinciaCreativa promosso dal Dipartimento Innovazione e impresa della Provincia di Roma, con la supervisione di Gian Paolo Manzella, di cui avevo già dato conto qualche mese fa in fase di presentazione ufficiale (chi fosse interessato può trovare il post qui). 
La copertina della seconda
edizione di Roma Creativa.

Come forse ricorderete alla base di questa operazione era prevista una mappatura della creatività nella Capitale e nella sua provincia, con lo scopo di fornire uno strumento di lavoro a tutti coloro sono interessati a confrontarsi con le produzioni creative di qualsiasi genere. Un'iniziativa ambiziosa quanto necessaria soprattutto per cementare un settore, o forse sarebbe più opportuno parlare di una serie di settori, che presentano una notevole varietà cui si deve aggiungere la naturale frammentazione e dispersione indotta dalla natura del territorio urbano e socio economico capitolino. In altre parole e per farla breve a fronte di una ricchezza di potenzialità più che invidiabile, chi lavora nella creatività a Roma si trova spesso, troppo spesso di fronte a una sorta di isolamento che rende assai complessa l'interazione con altre realtà che al contrario potrebbero integrarsi consentendo il risultato di risultati di grandissimo interesse pratico e qualitativo. Il ruolo del progetto è quindi proprio quello di creare un territorio comune in cui le differenti compentenze e creatività possano incontrarsi o essere incontrate dalla committenza. Nell'ambito di questa mappatura son state previste per rendere maggiormente fruibili le informazioni, tredici categorie (Architettura e design, Artigianato e design, Moda, Fotografia, Comunicazione visiva, Editoria, Nuove tecnologie, Musica, Cinema e video, Teatro e performance, Arte, Luoghi, Imprese creative) ognuna delle quali affidata a un curatore incaricato di selezionare sette creativi da includere nella seconda edizione del volume in cui sono state raccolte le informazioni. Per quanto mi riguarda sono stato chiamato da Gian Paolo Manzella a curare la sezione Fotografia di questa seconda edizione di Roma Creativa, responsabilità impegnativo per sua stessa definizione all'interno della quale è stato necessario selezionare le personalità più interessanti che danno vita al mondo complesso della fotografia di Roma e provincia. 
Un momento della tavola rotonda Connettere i mondi creativi di Roma cui hanno partecipato Pier Paolo Barzan (Fondazione Depert), Francesco Garofalo (Festa dell'Architettura), Anna Mattirolo (MAXXI) Luca Raffaelli (Romics e Castelli Animati); moderatrice Daniela Ubaldi (Next Exit).
La cura della realizzazione del volume è stata affidata a Daniela Ubaldi di Next Exit, che ha diretto la redazione incaricata di contattare i fotografi che avevo segnalato e realizzare le schede che compaiono nel volume e sul sito di Roma Provincia Creativa. La redazione di Next Exit ha  svolto in questo senso è stata sottoposta a un lavoro massacrante per ricucire, rintracciare, contattare, intervistare i singoli creativi facendo lo slalom tra gli impegni di tutti per arrivare a un prodotto editoriale omogeneo e professionale. Per quanto mi riguarda in qualità di curatore della sezione di fotografia non posso che essere soddisfatto del lavoro svolto da tutti e mi sento di esprimere pubblicamente un particolare ringraziamento ad Arianna Pasquale, cui era affidato l'ingrato compito del coordinamento editoriale, e che è stata vittima nella settimana di chiusura del lavoro, di molteplici telefonate ed e-mail da parte del sottoscritto per la messa a punto di dettagli sui testi e le traduzioni.  
Le pagine di Roma Creativa dedicate a Riccardo Venturi.
Dell'esito dell'operazione nel suo complesso sono soddisfatto soprattutto per  aver potuto lavorare al fianco di professionisti che hanno dimostrato di essere tali in ogni momento, e chi mi conosce da vicino sa bene che non mi capita spesso di poter essere contento del lavoro svolto. L'unico piccolo rammarico consiste nel fatto che, nonostante l'impegno profuso per quasi due settimane dalla redazione, non sia stato possibile in alcun modo contattare Paolo Pellegrin che ovviamente avevo incluso nella selezione. Vorrà dire che si tratterà di un onore che verrà concesso al curatore della prossima edizione. Per il resto ho seguire le tendenze della fotografia romana decisamente più vocata al fotogiornalismo e ambienti limitrofi, che ad altri settori, segnalando fotografi come Riccardo Venturi, recente vincitore di un premio al World Press Photo e con il quale ho avuto la fortuna di condividere gli esordi professionali insieme ad altri grandi della fotografia come Francesco Zizola e il già citato Paolo Pellegrin. 


Le pagine di Roma Creativa dedicate a Deanna Richardson creatrice di Ilex
A questo proposito è divertente la coincidenza del tutto inattesa che ha visto comparire una gradita quanto inattesa citazione dei miei primi lavori nell'ambito della produzione di eventi culturali legati alla fotografia. Deanna Richardson, la creatrice di Ilex, compare nella fotografia realizzata da Barbara Oizmud, che ha realizzato tutti i ritratti dei creativi per  Roma Creativa, davanti a una grande stampa di Angelo Turetta che fu protagonista all'inizio degli anni Novanta di una performance incentrata su quella fotografia, durante la serata di inaugurazione della prima mostra organizzata dal sottoscritto.
Le pagine di Roma Creativa dedicate a Fausto Podavini.


Per il resto ho cercato di dar conto delle tendenze che stanno emergendo nella creatività capitolina, segnalando all'attenzione degli addetti ai lavori, giovani emergenti come Fausto Podavini, recente vincitore del World.Report Award, il premio per le storie fotogiornalistiche legato al Festival della Fotografia Etica di Lodi. Inoltre mi è sembrato doveroso sottolineare l'impegno di professionisti come Claudio Corrivetti, che con Postcart, la sua casa editrice, sta producendo cultura nel mondo della fotografia a dispetto delle enormi difficoltà del settore superate con straordinario entusiasmo e constante impegno personale.
Le pagine di Roma Creativa dedicate a Claudio Corrivetti.
Per concludere ricordo gli altri autori che ho voluto includere con particolare attenzione per Dario Coletti che ha saputo evolvere la sua ricerca fotografica dal fotogiornalismo alla fotografia antropologica per poi negli ultimi anni spostarsi una ricerca introspettiva di grande spessore sempre accompagnata da un'attenta selezione da una sensibile e accurata ricerca di materiali letterari e da contaminazioni felici con altre forme d'espressione. A questo deve poi aggiungersi l'impegno didattico tanto a livello diretto quanto organizzativo che da oltre dieci vede Coletti sulla breccia dell'insegnamento della fotografia nella Capitale.
Le pagine di Roma Creativa dedicate a Dario Coletti.
E ancora il prezioso lavoro svolto da Chiara Capadici e Fiorenza Pinna, alias 3/3, cui va ascritto il merito di aver introdotto, difeso e diffuso il concetto di self pubblishing e di una progettualità creativa nell'ambito della fotografia trasmesse sia attraverso mostre sia attraverso attività seminariali. E per concludere la veloce carrellata lo Studio Orizzonte di Antonio Barrella, batterista professionista che ha scoperto la fotografia impegnato nel settore della pubblicità all'interno del quale può vantare clienti come Bulgari.
Concludo riportando le prime impressioni praticamente a caldo avute sfogliando Roma Creativa. Innanzitutto il pensiero è andato ai colleghi che lo hanno redatto. Dovendomi confrontare con attività di redazione da qualche decennio non posso che ammirare la complessità e la mole del lavoro svolto. In secondo luogo, pur vivendo da dentro la realizzazione di Roma Creativa, mi sono ritrovato a sfogliare le altre sezioni con curiosità scoprendo attività che non sospettavo e professionalità di estremo interesse che potrebbero rivelarsi utili in futuro. Senza contare che mi è anche capitato di riscoprire vecchie conoscenze che avevo perso di vista e ho ritrovato in altri ruoli che mi riservo di approfondire al più presto.

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martedì 21 giugno 2011

Il lavoro culturale e The Americans di Robert Frank


Il lavoro culturale è un sito internet che, come recita l'autopresentazionenasce nei corridoi e nelle aule della Facoltà di Lettere e Filosofia. Creato, organizzato e gestito da studenti, dottorandi e precari della ricerca vuole essere uno spazio aperto alla sperimentazione, condivisione ed elaborazione delle idee all’interno e all’esterno dell’università.  Nei giorni scorsi la redazione nella persona di Alberto Cossu mi ha chiesto di scrivere un testo che potesse fungere da introduzione alla conferenza che terrò a Siena mercoledì 22 giugno all'Università di Siena (Aula Meeting, Collegio S. Chiara, ore 17,30) nell'ambito della manifestazione Voci Fonte-Voci di Foto. La confessione di Alberto  di un viscerale amore da parte della testata per i pipponi (sia chiaro che lo dico con la massima simpatia ed empatia, ma stiamo pur sempre parlando di una testata generata dalla facoltà di lettere e filosofia!) non poteva lasciarmi certo indifferente e così non ho resistito alla tentazione e tra un treno e un pullman per raggiungere Siena, una stanza d'albergo in una deliziosa casa del 1200 e qualche inquietante telefonata sul post precedente, ho partorito il pippone su Robert Frank. Chi avesse voglia di espiare qualcosa di particolarmente grave infliggendosi una punizione epocale può andarselo a leggere qui
Se ne consiglia la lettura agli aspiranti frequentatori di corsi di sopravvivenza...

lunedì 20 giugno 2011

Che delusione quella conferenza!



Lodi, Teatro alle Vigne, 21 maggio 2011. La conferenza di Sandro Iovine su The Americans di Robert Frank.
© Stefania Biamonti. 
Non lo capisco, davvero non lo capisco. Ma probabilmente è giusto che sia così. Qualche saggio orientale o magari uno stregone messicano in odor di Castaneda probabilmente mi direbbe che si tratta di un modo in cui si forgia il carattere e si impara a conoscere e riconoscere i propri limiti. E probabilmente avrebbe anche ragione, ma rimane il fatto che mi rimane assai difficile da accettare il fatto che alcuni concetti, che pure non mi sembrano affatto di una complessità insolubile, risultino tanto difficili da intaccare nella coscienza popolare. Tra queste, e sono cosciente che non si tratti certo dell’aspetto più inquietante rispetto a quanto nel nostro Paese, la convinzione che parlare di fotografia equivalga in modo immancabile, inevitabile, irrefutabile riferirsi alla tecnologia utilizzata per produrre le immagini di cui si sta parlando.  E voi mi potreste dire: ma bravo Iovine alla tua tenera età e dopo qualche decennio che ti occupi professionalmente di fotografia te ne sei accorto solo adesso. No, non me ne sono certo accorto ora e lo sanno bene coloro i quali hanno l’incoscienza e la pazienza di leggersi ogni mese le riflessioni sull’argomento. Il fatto è che quando inizi a credere di aver trovato un modo per aprire una piccola breccia nel mondo, vieni riportato brutalmente alla realtà da un piccolo episodio che ti ricorda quale sia lo stato reale delle cose. Stavolta è accaduto a Lodi durante il molto nominato in queste pagine Festival della Fotografia Etica. 
Gli organizzatori mi avevano concesso quest’anno l’onore di effettuare, durante il Festival, la lettura dello straordinario The Americans di Robert Frank. La cosa era nata sotto i migliori auspici. Il piccolo incidente tecnico con il solito videoproiettore riottoso alla cooperazione aveva fatto sì che si ritardasse di qualche minuto la presentazione, il che ha consentito agli organizzatori di effettuare un cambio di programma a causa dell’imprevista affluenza del pubblico in sala. Nonostante l’orario infame, le 15 di sabato, la sala del ridotto del Teatro delle Vigne, si era riempita in modo preoccupante nel mentre si armeggiava intorno a computer e videoproiettore alternando soluzioni tecnologiche all’animismo più puro per ricondurre alla ragione la tecnologia. Per cui gli organizzatori hanno deciso di spostare il tutto nel teatro vero e proprio per evitare disagi al pubblico. 
Una piccola, enorme soddisfazione che non mi aspettavo di avere ne in assoluto ne tantomeno in relazione al giorno e all’orario stabilito. Il teatro ha poi continuato a registrare affluenza e la lettura è preceduta in modo tranquillo per la sua ora e mezza circa di durata. 
Dal palco ho anche capito cosa mi avevano detto persone abituate per lavoro a starvi sopra circa il fatto che da lassù si riesce a percepire l’umore del pubblico. E per quello che mi era stato dato di avvertire sembrava che nell’aria ci fosse una tensione positiva animata da un certo interesse per l’argomento a dispetto delle discutibili capacità dell’oratore. Insomma quando ho finito la mia presentazione-relazione ero abbastanza soddisfatto, non certo e non tanto di me stesso, quanto del fatto che finalmente dopo tanti anni stavo iniziando a toccare con mano anche in Italia qualcosa che all’estero (con particolare riferimento alla Francia) è normale consuetudine. C’era un pubblico che, non solo era venuto ad ascoltare un tizio che parlava di uno dei libri più importanti della storia della fotografia in un giorno come il sabato e ad un’orario che suggerirebbe ben più piacevoli attività connesse al riposo, ma aveva anche resistito per oltre un’ora e mezzo senza dare cenni di cedimento alle mie osservazioni. Insomma non poteva che essere un bel momento dal mio punto di vista. 
Lodi, Teatro alle Vigne, 21 maggio 2011. La conferenza di Sandro Iovine su The Americans di Robert Frank. 


© Stefania Biamonti. 
Bene in quel momento ho avuto chiaro che la battaglia, che non pensavo certo di aver vinto, ma speravo di aver almeno pareggiato, era invece persa in modo inconfutabile. Più di un’ora e mezza passata a cercare di contestualizzare storicamente e culturalmente un lavoro fotografico profondissimo per sentirmi chiedere come prima cosa con quale macchina erano stata fatte le fotografie di cui si era parlato fino a quel momento. Dopo una dimostrazione del genere credo di non avere più nemmeno quel residuo di speranza che coltivavo nel segreto del mio muscolo cardiaco circa il fatto che le cose possano cambiare. L’unica domanda che a questo punto posso pormi è relativa a come abbia potuto tutta quella gente sopportare uno che parla di fotografie per oltre un’ora e mezza senza specificare nemmeno con che macchina sono state fatte. Forse tenerli legati alla poltrona è stata la speranza in un colpo di coda finale che rivelasse la Verità negli ultimi dieci secondi. Certo che il mio sfortunato pubblico deve essere proprio rimasto assai deluso per aver sprecato un pomeriggio in quel modo.




sabato 18 giugno 2011

Interno romano con Incroci metropolitani

Dalla mostra Incroci metropolitani. © Fabrizio Intonti.
Roma, Via Pietro Ruga 24, zona Pigneto, settimo piano citofonare interno 19 o telefonare al 339-6111009 o al 328-9292135... 
No, non è l'annuncio di una pseudo massaggiatrice, ma la fine di un comunicato stampa relativo all'inaugurazione della Home Gallery Wo-Ma'n, un progetto nato lo scorso anno per volontà di Auronda Scalera con il supporto e la collaborazione di Marta Rossato e Wolfango De Spirito. L'idea è quella di fondere una galleria fotografica con un'abitazione creando una sorta di spazio ibrido all'interno del quale sia possibile confondere la quotidianità domestica con il portato comunicativo ed espressivo della fotografia, ottenendo come risultato una fusione dell'arte (termine scelto dagli ideatori e che riporto sopportando l'immancabile crisi di orticaria che mi provoca) con la dimensione quotidiana della vita.
Dalla mostra Incroci metropolitani. © Fabrizio Intonti.
«Dal living alla cucina -recita il comunicato stampa- dalla doccia alle cabine armadio, tutti gli ambienti sono messi a disposizione per essere luoghi espositivi e, di volta in volta, ogni autore sarà chiamato a confrontarsi con questa nuova idea di esposizione. Ogni mostra diventa così un evento informale, come una cena tra amici, dove il tempo è speso per conoscere e parlare con l’artista gustando anche le creazioni di giovani cuochi o semplicemente sorseggiando un buon bicchiere di vino.»  
Dalla mostra Incroci metropolitani. © Fabrizio Intonti.
L'onore o l'onere dell'inaugurazione spetta a Fabrizio Intonti con la mostra Incroci metropolitani, un lavoro nato dalla coscienziosa raccolta di SMS ripresi dalle pubblicazioni free press. «Messaggi -recita sempre il comunicato stampa- che sembrano voci gettate nell'infinito, verso sconosciuti incrociati per un solo attimo in strada, sull'autobus e nel metrò. Nascosti e trattenuti per troppo tempo, liberano al mondo un segreto inconfessabile. La speranza è che il diretto interessato li legga e in qualche modo risponda.»
Dalla mostra Incroci metropolitani. © Fabrizio Intonti.
Non avendo potuto partecipare all'anteprima stampa e non avendo nei prossimi giorni la possibilità di visitare la mostra, non posso e non voglio entrare nel merito della mostra affidandomi solamente ai materiali da comunicato stampa. Mi limito a rendere pubblica la mia curiosità per questo esperimento sostenuto da Officine Fotografiche, nei confronti del quale la mia natura poco incline alle relazione sociali nutre numerosissime  perplessità di natura strettamente personale. Di sicuro anche se per indole l'iniziativa mi è distante caratterialmente anni luce, si tratta di qualcosa di positivo. Ancorché la reputi un'iniziativa fortemente connotata di utopia, trovo di estrema importanza che situazioni come questa vengano poste in essere e ancor di più che lo sforzo sostenuto da chi se ne fa carico venga sostenuto.
Per quanto riguarda la mostra dovendo tornare nella Capitale per altri impegni mi riservo di superare le mie difficoltà relazionali e fare un salto e verificare l'impatto del connubio mostra-casa abitata e renderne conto in queste pagine.


La mostra

Incroci Metropolitani
18 Giugno - 15 Luglio 2011
Inaugurazione: Sabato 18 Giugno dalle ore 18

Home Gallery Wo-Ma'n
7° piano - Via Pietro Ruga 24, Roma (zona Pigneto)
Per visitare la mostra: citofonare interno 19 o chiamare
Tel: +39 339-6111009; +39 328-9292135
Facebook: wo-ma’n
E-mail: homegallerywoman@gmail.com