domenica 8 febbraio 2015

Quando a mungere sono i politici

Il ministro del Lavoro Poletti munge una mucca in piazza del Campidoglio (foto Jpeg) - link diretto alla pagina di corriere.it.
L'invito è a cliccare questo link relativo a una galleria di immagini pubblicata da corriere.it, nella sezione Cronaca di Roma. Il titolo è Mucche in Campidoglio, i ministri le mungono e le immagini fanno riferimento all'estemporanea attività di mungitori assolta da vari personaggi politici nazionali che si sono offerti agli obiettivi mentre prelevavano il latte dalle mammelle di un bovino in una sorta di stalla allestita ai piedi del Palazzo Senatorio. Il tutto all'interno di una manifestazione promossa dalla Coldiretti e rivolta alla sensibilizzazione circa le non piccole problematiche del settore.

Al di là dell'opportunità di allestire una stalla in prossimità di luoghi istituzionali, al di là del meccanismo mediatico di bassissimo profilo (ammesso che di profilo si possa parlare) per cui i politici di ogni colore si sono demagogicamente profusi nella manifestazione della loro solidarietà al settore, la domanda che mi pongo è se questa gente si rende conto di come la lettura di immagini del genere possa essere tutt'altra che univoca e positiva. 

Non occorre scomodare nemmeno il piano simbolico della rappresentazione per rendersi conto che l'atto della mungitura assolto da un politico si presta a interpretazioni che esulano (e non poco) dalla solidarietà nei confronti degli allevatori. Il tutto è ancora più valido se su uno dei personaggi raffigurati sono circolati articoli di questo genere. Non intendo entrare in questa sede in polemiche o disamine di tipo politico, che certo non attengono a questo spazio, ma francamente mi chiedo se proporre la propria immagine in questi termini sia un gesto di sfrontatezza o di ingenuità senza pari. Ovvero se non ci si renda conto di come fotografie di questo tipo si possano prestare a letture feroci e fortemente negative per i soggetti raffigurati. 

Semmai una considerazione che non posso esimermi dall'esternare, è quella relativa alla grondante demagogia che cola copiosa da questa galleria. Il livello iconico è, nella migliore delle ipotesi, quello di una propaganda il cui linguaggio è aggiornato a più o meno ottanta o novanta anni fa. Possibile che nell'anno domini 2015 fotografie come queste riescano a trovare uno spazio pubblico? Sempre sperando che davvero non svolgano un ruolo attivo nel coinvolgimento al potere delle masse...

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