giovedì 5 febbraio 2015

FPmag: genesi di un'avventura



Il Couvent des Minimes a Perpignan. © FPmag.

FPmag è... nata qui, all'interno del Couvent des Minimes a Perpignan, più di tre anni e mezzo fa. O meglio, qui è stata concepita la prima grezza idea della rivista. Stefania (Biamonti) e io eravamo nella città francese per seguire l'edizione 2011 del Visa pour l'Image e, grazie a una telefonata arrivata proprio mentre stavamo per accendere la videocamera, avevamo appena visto sfumare l'intervista a un noto fotografo. In altre parole ci eravamo trovati senza niente da fare nel bel mezzo del pomeriggio, finendo per optare per una pausa. Del resto il Pellegrinaggio (la maiuscola è un omaggio a un altro noto fotografo italiano, cui peraltro è dedicato uno dei corridoi espositivi all'interno del Couvant) alle mostre del Visa pour l'Image è sempre piuttosto stancante. Di fatto, complici una serie di concause, dal caldo di inizio settembre (gentilmente messo a disposizione più o meno tutti gli anni dal Sud della Francia), alla stanchezza unita alla delusione per l'intervista saltata e, forse, qualche rinfrescante pastis di troppo, ci siamo abbandonati a fantasiose ipotesi sulla realizzazione di una possibile testata che si occupasse di comunicazione per mezzo delle immagini.
I primi appunti da cui, nell'ormai lontano settembre 2011, è nata FPmag.
Il risultato di quella pausa pomeridiana forzata sono gli appunti che riporto qui sopra, da cui si evince che molto probabilmente la maggior fonte di ispirazione di quel caldo pomeriggio proveniva proprio dal rinfrescante pastis. Da allora sono passati più di tre anni e fino al maggio dello scorso anno abbiamo continuato a lavorare per la testata che per una quindicina di anni mi ha visto in qualità di direttore, lasciando in stato di quiescenza  l'idea nata a Perpignan e facendola riemergere solo nei momenti di maggior irritazione nei confronti delle non condivise ingerenze dell'editore nella linea del giornale. Quando tanto io tanto la redazione dopo pochissimi giorni abbiamo rassegnato le nostre dimissioni, l'idea di realizzare una testata in cui potessimo sviluppare una linea autonoma rispetto alle richieste dell'editore ha ripreso corpo. (Per inciso colgo l'occasione per formulare i miei più vivi auguri al nuovo direttore che a meno di una anno di distanza è subentrato al posto di chi mi ha succeduto) 
Grazie alla genialità di Salvatore Picciuto, ideatore di Fotoportal, che ha realizzato per noi una piattaforma che risponde esattamente alle richieste che gli avevamo fatto, a ottobre dello scorso anno abbiamo realizzato un primo numero speciale dedicato al Festival della Fotografia Etica di Lodi, in occasione del quale abbiamo annunciato pubblicamente il nostro progetto. 
La copertina del numero 001 di FPmag.
FPmag oggi è una realtà frutto di scelte precise. Innanzitutto è edita solo online, in quanto siamo convinti che sia questo il futuro, ma anche il presente, dell'editoria. Del resto basta sfogliare un solo numero per capire che la richiesta da molti fatta di una versione cartacea è impraticabile. Dopo infinite discussioni abbiamo optato per il supporto web perché consente di accedere a strumenti di comunicazione multimediale che la carta non può fisiologicamente sostenere. Tradurre il tutto su carta snaturerebbe completamente il progetto rendendolo antico prima ancora di farlo nascere. 
Una pagina di FPmag 001, dall'articolo MAdRE con il video Mare Mater di Patrick Zackmann, che svolge un ruolo connessione logica tanto con le tematiche affrontate da Sophie Calle quanto con gli articoli sui migranti nelle pagine precedenti.
FPmag usa il web come supporto e può tranquillamente essere letta con un altissimo indice di responsività che stiamo studiando come rendere ancora più elevato. Inoltre in questo modo si bypassano tutte le problematiche relative agli aggiornamenti delle applicazioni in funzione degli upgrade dei sitemi operativi mobili.
FPmag non si può scaricare per non aggravare di peso inutile soprattutto i dispositivi mobili. Del resto, per quanto nel nostro paese la gestione delle reti di connessioni sia ancora lacunosa, il futuro va chiaramente in direzione di una connessione totale.
L'apertura dell'articolo Cortocircuiti mnemonici all'interno del numero 001 di FPmag.
FPmag è articolata intorno a uno spunto (che nel caso della prima uscita attualmente online si incentra sui percorsi della memoria legati alle immagini) da cui trae origine il numero per poi svilupparsi per mezzo di una serie di connessioni e passaggi logici che possono portare anche molto lontano rispetto al punto di partenza, ma che in qualche modo fungono da elemento di coesione tra i vari articoli creando circoli e spirali di pensiero che dovrebbero nelle nostre intenzioni risultare stimolanti per il lettore. Ove possibile abbiamo cercato e cercheremo di dare spazio dalla voce degli autori con brevi interviste video o testimonianze audio. Un esempio è quello dell'ultimo articolo dedicato all'immagine utilizzata in copertina, dove Stefania Biamonti rende conto delle scelte operate dalla redazione per poi lasciare la parola a Mario Badagliacca che racconta brevemente la genesi del servizio da cui è tratta l'immagine di copertina.
Lo schema mostra lo sviluppo della successione degli articoli e le connessioni logiche presenti nei primi cinque  articoli del numero 001 di FPmag.
FPmag nasce da un'esperienza prettamente fotografica, ma non intende imporselo come limite. Quello che interessa è affrontare le tematiche legate alla comunicazione per mezzo delle immagini. Per questo sulle nostre pagine potete leggere anche articoli che riguardano i fumetti, piuttosto che il cinema o qualunque altra forma comunicativa che utilizzi delle immagini. Lo spirito di fondo è quello di analizzarne l'utilizzo nella comunicazione, indipendentemente dalle finalità di questa. Se nel primo numero sono stati ad esempio analizzati i casi delle immagini pubblicate da Le monde o dei manifesti della Lega Nord, l'intento non è quello di esprimere giudizi, bensì di sottolineare i meccanismi comunicativi presenti nei sottostesti utilizzati.
L'apertura dell'articolo Fotografia, arte e memoria sul numero 001 di FPmag.
Il tutto sarà disponibile sempre in italiano e inglese per aprirci a un pubblico internazionale.
Due parole su chi scrive su FPmag. Vi basterà dare un'occhiata al colophon per riconoscere una serie di nomi noti nell'ambito del giornalismo culturale che si occupa di immagine, quella che era stata la redazione di una nota rivista di fotografia si è ricostituita intorno al progetto di FPmag, troverete quindi le firme di Stefania Biamonti, Laura Marcolini, Pio Tarantini, Gualtiero Tronconi oltre a quella del sottoscritto e di altri collaboratori che si sono già aggiunti e si aggiungeranno a questa avventura. 
L'articolo dedicato all'impiego delle immagini da parte dei Led Zeppelin.
Detto questo non mi resta che augurarvi buona lettura e ringraziarvi anticipatamente qualora decidiate di darci una mano nella diffusione di FPmag.



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